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Letto Acque minerali, un millesimo di euro al litro: ecco quanto guadagna la Basilicata!
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Acque minerali, un millesimo di euro al litro: ecco quanto guadagna la Basilicata!

L'analisi di Gianni Molinari per BasilicataPost.it

Redazione 18 Febbraio 2026
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FONTE BASILICATAPOST.IT – La Terza Commissione del Consiglio regionale della Basilicata dovrà pronunciarsi sul “D.D.L.:  “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 2 settembre 1996, n. 43 (Disciplina nella ricerca e coltivazione delle acque minerali e termali)” – D.G.R. n. 791 del 17 dicembre 2025“.

Il Ddl prevede tre cose 

  1. La riduzione dei canoni da pagare alla Regione Basilicata da 1,50 euro per metro cubo a 0,30 calcolato sul 20% di tutto l’imbottigliato che verrà definito sulla base di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà al quale sarebbero obbligati i concssonari.
  2. Viene abrogata la legge regionale 22 del 2020 che stabiliva come “la Giunta regionale, prima dell’applicazione dei nuovi oneri concessori, attiva tutte le procedure necessarie per poter consentire la telelettura, direttamente dagli uffici regionali, di tutti i contatori posizionati sulle condotte ubicate tra le sorgenti e le aziende concessionarie, al fine di poter quantificare le acque destinate all’imbottigliamento e le acque emunte senza successivo imbottigliamento“.
  3. Per incentivare l’uso delle bottiglie di vetro e del reso si cambia il sistema: si passa da un canone di 1,5 euro per metro cubo al taglio del 30 % per il vuoto a rendere.

Sostanzialmente la Regione Basilicata 

  1. Rinuncia a controllare quanta acqua viene usata dai concessionari affidando a loro stessi la certificazione dei quantitativi emunti (con risibili giustificazioni di impossibilità tecnica di installazione dei contatori e sulla telelettura per carenze nella rete dei telefoni cellulari….)
  2. Riconosce sconti sull’acqua prelevata e non imbottigliata (sempre sulla base di autocertificazioni) perchè si perde o viene usata per lavare le bottiglie (usi, al contrario, da disincentivare)
  3. Taglia il canone sulle bottiglie di vetro e sul reso che nella stragrande maggioranza riguarda il sistema Ho.Re.Ca., cioè ristoranti e alberghi (inutile insistere su quanto costa una bottiglia d’acqua in un ristorante o in una camera di hotel) qui occhieggiando all’ambiente (mentre sopra per l’acqua che si perde lo spirito green è momentaneamente latitante).

Questa operazione secondo dati presentati in commissione porterebbe a far crescere i canoni complessivamente da 1,263 milioni a 1,332 milioni con un incremento di ben (quasi)69mila euro!

La Regione Basilicata per le concessioni per le acque minerali a cinque aziende situate in 4 comuni (Atella, Melfi, Rionero in Vulture e Viggianello) incassa 1.263.664 euro (pagamenti 2024) per 865.171 metri cubi, tradotto in litri per 865.171.853 litri.

Cioè un millesimo di euro al litro!

Quattro delle cinque società concessionarie (dati camerali) in Basilicata (della quinta non è possibile ricavare esattamente i dati) che rappresentano il 75% dell’acqua imbottigliata nel 2024 hanno fatturato 61 milioni di euro, fatto utili per 1,7 milioni di euro, impiegato 142 addetti e pagato 960 mila euro di canoni.

In pratica il “costo” della concessione è l’1,6% del fatturato.

Quali sono le aziende manifatturiere nel mondo i cui costi per la materia prima sono l’1,6% del fatturato?

Stando ai “si dice nei corridoi del Palazzo” una “manovra diversa e più favorevole alla Basilicata” potrebbe avere effetti negativi sull’occupazione e sui contratti con gli autotrasportatori (cioè si teme la traslazione dell’aumento dei canoni in tagli di pari importo ai contratti) è palesemente una falsità perchè senza lavoratori e senza camion (che possono essere presi solo localmente perchè nessun trasportatore proveniente oltre un certo chilometraggio potrebbe avere interesse a quel tipo di trasporto, nel senso che avrebbe costi troppo alti rispetto al valore dei beni trasportati) non esce una bottiglia e, quindi, eventuali “avvisi” se ne possono tornare al mittente ancorchè con largo nodo di cravatta.

Proprio volendo lasciare le cose come stanno e rinunciare anche a questa piccola sovranità (riconoscendo che ciò che nel mondo è possibile in Basilicata diventa impossibile)  non sarebbe preferibile alle autocertificazioni delle aziende chiedere il fatturato (dal quale acquisire i quantitativi di acqua emunti) che è fonte certa anzitutto per lo Stato (Agenzia delle Entrate) ?

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