Sabato 27 giugno 2026 – A volte bastano poche righe per capire molto. E, soprattutto, per provare a nascondere moltissimo. È quello che sta accadendo sull’autonomia differenziata, dove il Governo regionale della Basilicata tenta di liquidare con formule burocratiche e rassicurazioni di circostanza una scelta politica gravissima: il sostegno espresso alle intese preliminari tra il Governo nazionale e alcune Regioni del Nord, in particolare Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto”.
Lo dichiara il Consigliere regionale di centrosinistra, Roberto Cifarelli (foto di copertina)., precisando che: “Il punto non è tecnico, ma politico.
Il 2 aprile scorso, in sede di Conferenza Unificata a Roma, la Basilicata ha espresso parere favorevole su un passaggio delicatissimo dell’autonomia differenziata, senza che i lucani ne sapessero nulla, senza un confronto pubblico, senza un dibattito preventivo in Consiglio regionale, senza che la massima istituzione democratica della nostra terra fosse messa nelle condizioni di discutere, valutare e decidere”.
“Altro che responsabilizzazione delle Regioni. Qui – sottolinea Cifarelli – siamo davanti a un’operazione politica costruita per consegnare alla Lega una bandierina elettorale, pagata però sulla pelle dei cittadini del Mezzogiorno e della Basilicata.
Bardi e la sua maggioranza hanno scelto il silenzio, forse sperando che nessuno se ne accorgesse. Ma il silenzio, quando si parla del futuro dei diritti, della sanità, della scuola, dei trasporti e dei servizi essenziali, non è prudenza istituzionale: è complicità politica.
Non si può difendere l’autonomia differenziata e, nello stesso tempo, chiedere una revisione del Fondo Sanitario Nazionale perché l’attuale sistema penalizza la Basilicata.
È una contraddizione evidente. Se si riconosce che la Basilicata parte già da una condizione di svantaggio, come si può sostenere un modello che consente alle Regioni più forti di correre ancora più avanti, trattenendo competenze, risorse e capacità organizzative?”
“La verità è – continua Cifarelli – che queste preintese rischiano di colpire al cuore i diritti sociali fondamentali. Penso anzitutto alla sanità.
Consentire alle Regioni più ricche di costruire strumenti aggiuntivi, fondi integrativi, tariffe differenziate, maggiore capacità di attrazione del personale medico e sanitario significa rendere strutturale la migrazione sanitaria, svuotare ulteriormente il sistema pubblico del Sud e condannare i cittadini lucani a partire per curarsi o ad accontentarsi di servizi sempre più deboli.
È intollerabile – prosegue Cifarelli – che una scelta di questa portata venga consumata fuori dal Consiglio regionale.
a Basilicata non può essere amministrata come una succursale della maggioranza romana. Su un tema che riguarda l’unità sostanziale della Repubblica, l’uguaglianza dei cittadini e il futuro delle nuove generazioni, il Presidente Bardi aveva il dovere politico e istituzionale di venire in Aula prima, non dopo essere stato scoperto”.
“Per questo – conclude il consigliere – ho chiesto alle colleghe e ai colleghi dell’opposizione di sottoscrivere un ordine del giorno urgente affinché il Presidente Bardi venga immediatamente a riferire in Consiglio regionale. Vogliamo sapere chi ha autorizzato quel parere favorevole, sulla base di quali atti, con quali valutazioni tecniche, con quali simulazioni sull’impatto economico, sociale e sanitario per la Basilicata”.


