Domenica 5 luglio 2026 – Dalla Basilicata a Padova per raccontare un nuovo modo di fare sindacato: quello che non aspetta i lavoratori nelle sedi, ma li raggiunge nei luoghi in cui vivono, lavorano e costruiscono le proprie comunità.
È il messaggio che il segretario regionale della UIL Basilicata, Vincenzo Tortorelli (foto di copertina), ha consegnato al XIX Congresso nazionale della UIL, presentando, attraverso un filmato, il progetto “On The Way 131”, ormai diventato il simbolo del modello di “sindacato delle persone e delle comunità” sviluppato in Basilicata.
«Per essere qui oggi siamo partiti dalla Basilicata alle 4.30 del mattino e abbiamo percorso quasi seicento chilometri. Un viaggio lungo, anche perché le infrastrutture non sono certo dalla nostra parte. Ma quando ci si ritrova nella propria comunità nessun chilometro è troppo lungo», ha esordito Tortorelli, salutando la numerosa delegazione lucana presente al Congresso.
Ma il viaggio raccontato dal segretario regionale è stato soprattutto quello compiuto negli ultimi nove mesi lungo le strade della Basilicata.
«Abbiamo consumato ore di riposo, pneumatici e qualche ammortizzatore – ha raccontato – ma soprattutto abbiamo percorso migliaia di chilometri per raggiungere uno ad uno tutti i 131 Comuni lucani. Non abbiamo organizzato una campagna di comunicazione. Abbiamo scelto di metterci in macchina e seguire la strada. La nostra strada.»
Il progetto On The Way 131, lanciato il 26 giugno 2025 dopo una scelta condivisa dall’Esecutivo regionale della UIL Basilicata, ha rappresentato una vera e propria svolta nel modo di interpretare l’azione sindacale.
Invece di concentrare il percorso congressuale nelle sedi dell’organizzazione, la UIL ha deciso di portarlo direttamente nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro, nei piccoli comuni, nelle aree interne, incontrando cittadini, amministratori, lavoratori, pensionati, giovani e imprese.
Partendo simbolicamente da Brindisi Montagna insieme al presidente dell’ANCI Basilicata, il viaggio – ha ricordato Tortorelli – si è sviluppato attraverso oltre sessanta tappe, accorpando più comuni nella stessa giornata per raggiungere tutti i 131 municipi della regione.
Il bilancio racconta numeri che diventano soprattutto relazioni: oltre 300 caffè condivisi, 131 dossier elaborati sui principali indicatori di ciascun comune – sanità, lavoro, welfare, servizi, fiscalità locale, condizione degli anziani, giovani e donne – decine di assemblee pubbliche e centinaia di incontri.
«Non basta più raccontare il disagio – ha affermato Tortorelli –. Oggi dobbiamo organizzare la speranza. Ed è una responsabilità che appartiene al sindacato.»
Il cuore del progetto, ha spiegato il segretario della UIL Basilicata, è stato soprattutto l’ascolto.
«Dietro ogni incontro c’era una persona: un lavoratore, una pensionata, un giovane che vorrebbe restare nella propria terra, un imprenditore che continua a investire, un amministratore locale che non smette di credere nella propria comunità. Abbiamo capito ancora una volta che il sindacato non può aspettare che le persone vengano da noi. È il sindacato che deve andare verso le persone.»
È questa, secondo Tortorelli, la sfida del “sindacato delle persone e delle comunità”: essere presenza concreta, riconoscibile, capace di abitare i territori e di costruire relazioni permanenti, andando oltre il tradizionale ruolo di rappresentanza.
Nel suo intervento il segretario regionale ha richiamato anche le grandi emergenze che attraversano la Basilicata: lo spopolamento, la fuga dei giovani, la chiusura di scuole, banche e servizi, le difficili vertenze industriali – da Stellantis al suo indotto, da CallMat a Natuzzi – insieme alle battaglie per la sicurezza sul lavoro, contro il caporalato, per una sanità pubblica più efficiente e per infrastrutture moderne.
Da Padova Tortorelli ha quindi lanciato un appello all’intera organizzazione nazionale affinché il Mezzogiorno torni al centro dell’agenda politica.
«Abbiamo presentato al nostro Congresso la Magna Carta della Basilicata 2030. Vogliamo andare oltre il capolavoro di Carlo Levi. La Basilicata non può più fermarsi: è tempo che la sua voce arrivi fino a Roma. Dove manca il lavoro, – ha denunciato Tortorelli – scompaiono anche rappresentanza e diritti. Serve aprire un confronto con i parlamentari del Sud per riportare il Mezzogiorno al centro delle politiche nazionali.»
Un percorso che, secondo Tortorelli, trova conferma anche nella crescita organizzativa della UIL Basilicata, che registra un incremento del 14% degli iscritti.
«La fiducia non si conquista con uno slogan o una fotografia. Si costruisce guardandosi negli occhi, ascoltando le persone e condividendo i loro problemi.»
Infine, uno sguardo al futuro del sindacato.
«Il sindacato del Terzo Millennio dovrà governare le sfide dell’intelligenza artificiale senza perdere la propria anima. Dovrà continuare a consumare le suole delle scarpe, entrare nei luoghi di lavoro dove ancora non è presente e stare ogni giorno accanto alle persone. Il destino di un cittadino non può dipendere dal luogo in cui è nato.»
La conclusione è affidata all’immagine che accompagna ormai il percorso della UIL Basilicata.
«Noi abbiamo scelto questa strada, la più impegnativa ma anche la più autentica. Perché la UIL, prima ancora di essere un’organizzazione, deve essere una presenza concreta. Una presenza come il vento, che muove le persone. E il vento, quando comincia a soffiare, non lo ferma più nessuno» ha concluso Tortorelli.


