«Insieme alla Regione e all’azienda Miccolis stiamo lavorando per procedere alla sottoscrizione del contratto. Tra le varie ipotesi, con gli uffici legali stiamo valutando di ricorrere a una proroga tecnica che concederebbe maggior tempo per vagliare le modalità migliori per procedere con la firma del nuovo contratto». Sono queste le dichiarazioni del sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, al termine di un incontro che si è tenuto nei giorni scorsi in Comune con il dirigente generale dell’assessorato regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Antonio Altomonte e i rappresentanti dell’azienda Miccolis.
La vicenda, lo ricordiamo, nasce dai primi mesi del 2026 quando il Comune di Potenza riscontrando un forte squilibrio finanziario nel proprio bilancio, si è visto costretto a prevedere un taglio totale di 5 milioni di euro, 2,5 dei quali destinati alla mobilità. Nelle more erano stati promessi dalla Regione a febbraio scorso in occasione dell’approvazione del bilancio, cinque milioni di euro per la città, in quanto centro che quotidianamente accoglie migliaia di persone non residenti che si recano nel capoluogo per ragioni di lavoro o per via della presenza dell’ospedale e degli uffici centrali.
Soldi mai arrivati e che l’amministrazione avrebbe destinato in parte (parliamo di un importo che si aggira intorno ai 650 mila euro) sul Tpl. Da qui la denuncia di Telesca che aveva annunciato – in prossimità della data di scadenza del servizio – che la gestione sarebbe passata integralmente alla Regione. Netta la replica dell’assessore regionale alle infrastrutture Pasquale Pepe che in una nota, richiamando alla reciproca collaborazione istituzionale nell’interesse dei cittadini, aveva spiegato come la Regione non solo già svolge il proprio ruolo, ricordando al sindaco che l’incremento del costo complessivo del nuovo servizio è integralmente sostenuto dalla Regione, senza alcun aggravio per il Comune”.
In attesa che dunque l’annunciata proroga di tre mesi del servizio diventi definitiva, mancano poche decine di ore al 30 giugno, i circa 150 lavoratori della Miccolis coinvolti possono sperare che questi tre mesi servono davvero a trovare una soluzione definitiva per il servizio ma soprattutto per il loro futuro.


