Venerdì 26 giugno 2026 – L’assemblea privata di Confindustria Basilicata che si è svolta questa mattina, 26 ggiugno, a Potenza ha eletto Francesco D’Alema alla presidenza di Confindustria Basilicata per il quadriennio 2026-2030 ( foto di copertina)
Nel corso dell’evento pubblico “Basilicata al Centro del futuro. Investire, Restare,
Crescere” che si è svolto nel pomeriggio Hotel di Potenza il neo Presidente di Confindustria Basilicata, Francesco D’Alema, ha presentato la squadra di presidenza e il programma delle attività.

IL CONTESTO
I concomitanti effetti della crisi geopolitiche e commerciali in atto sorprendono una Basilicata già
debole, che cresce meno rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno e presenta dinamiche
demografiche particolarmente preoccupanti che ne minacciano la tenuta sociale ma anche
economica.
“E’ il tempo della responsabilità e delle scelte coraggiose” è il messaggio che il neo Presidente
D’Alema consegna alla platea composta da rappresentanti istituzioni, autorità, imprenditori e
forze sociali, nella cerimonia pubblica del suo insediamento alla guida di Confindustria Basilicata.
IL FATTORE COMPETITIVITA’
Il tema della competitività deve ritrovare centralità nell’agenda politica. Investimenti in
infrastrutture, capitale umano, tecnologia e innovazione sono un’assoluta priorità. Ma,
soprattutto, è
necessario ripartire dalle decisioni di politica industriale. “Un euro investito sulle filiere produttive
moltiplica il valore e genera benessere economico e sociale per tutta la comunità. Bisogna
cambiare passo. Si metta fine all’assistenzialismo improduttivo e si riequilibri la spesa pubblica a
favore degli investimenti capaci di generare sviluppo, occupazione e competitività.”
RIPARTIRE DALLE POLITICHE INDUSTRIALI
Se la profonda crisi dell’automotive e la contrazione delle attività estrattive spiegano la forte
frenata dell’economia lucana, al contempo, indicano anche la direzione: “Servono nuovi grandi
investimenti e per attrarli bisogna avere le idee chiare, scegliere le traiettorie di sviluppo su cui
puntare e procedere con rapidità. Contemporaneamente, bisogna puntare a rafforzare il
posizionamento del nostro tessuto industriale lungo le filiere di attività già esistenti. Il tessuto
produttivo lucano chiede semplificazione amministrativa e risorse adeguate da appostare su
pochi strumenti agevolativi, sempre aperti, nei settori strategici e di sviluppo.”.
BASILICATA TERRITORIO STRATEGICO PER LA SICUREZZA ENERGETICA NAZIONALE
A partire dall’energia. “Bisogna superare la dimensione della beffa che la Basilicata vive dal punto
energetico. Da un territorio di estrazione dobbiamo evolvere in un territorio di trasformazione e
produzione di valore. La gestione delle risorse derivanti dall’Oil&Gas deve superare la logica del
salvadanaio a cui attingere per pagare il presente, se questo comporta bruciare il futuro”.
Da qui la proposta di istituire un Fondo Strategico per il rilancio industriale lucano, con
governance pubblico-privata, alimentato da una quota almeno del 30% delle royalties annuali, e
vincolato ad investimenti infrastrutturali (anche in cofinanziamento) e in politiche di attrazione
degli investimenti. Al contempo, vanno definite le traiettorie industriali che devono traghettare la
Basilicata oltre il petrolio, all’interno di un più ampio progetto di transizione energetica. Ma prima
di tutto “vanno sbloccati gli investimenti sugli asset già esistenti e superare il blocco autorizzativo
che dura da anni”.
Va impressa un’accelerazione anche rinnovabili, attuando le disposizioni nazionali in tema di aree
idonee”. Nella relazione del neo presidente c’è anche la proposta di una “Banca dell’Energia”
come strumento compensativo, capace di trasformare una parte del valore generato dalle attività
economiche in un beneficio concreto per le comunità locali. “La Basilicata può vantare lo status di
territorio strategico per la sicurezza energetica nazionale, con una premialità strutturale da
riconoscere che potrebbe essere destinata anche alla riconversione dell’Automotive”.
MELFI, MISURE DI VATAGGIO E RICONVERSIONE PRDUTTIVA: AEROSPAZIO E DIFESA
Per Melfi, “è necessario recuperare la visione strategica che ne accompagnò il primo sviluppo negli
anni ’90 con misure di vantaggio sul piano della fiscalità locale”. Va favorita la riconversione
produttiva, guardando anche settore dell’Osservazione della Terra come possibile terreno fertile
per investimenti in Aerospazio, Difesa e Sicurezza.
Puntando al rafforzamento delle specializzazioni produttive strategiche per l’economia lucana, il
presidente D’Alema rilancia la proposta della costituzione di un distretto interregionale di
Basilicata e Puglia per il Mobile Imbottito valorizzando l’approccio sovraregionale.
MATURITA’ INDUSTRIALE PER IL TURISMO LUCANO
Le dinamiche positive che si osservano per settori quali Agroindustria, Chimica, Farmaceutica e
Turismo vanno ulteriormente sviluppate. In particolare per il turismo, “gli importanti risultati
raggiunti negli ultimi anni vanno consolidati con il raggiungimento di una più completa maturità
industriale”. “Dobbiamo rafforzare l’integrazione tra poli attrattivi e aree interne, allungare la
permanenza media e incrementare la spesa per visitatore. Puntiamo a destagionalizzare i flussi e a
potenziare le infrastrutture di accesso e della mobilità interna. Soprattutto, va affrontata in
maniera risolutiva la drammatica carenza di personale e competenze”. Vanno colte appieno anche
le opportunità offerte dal ciclo di grandi eventi quali “I Giochi per il Mediterraneo” e la Louis
Vuitton America’s Cup 2027. Il brand Basilicata “deve conquistare un posizionamento preciso sui
mercati nazionali e internazionaliù, all’interno della più ampia Macroregione Turistica del
Mezzogiorno.
INFRASTRUTTURE, CAMBIARE PASSO
Per superare l’isolamento infrastrutturale lucano “molto si sta facendo ma bisogna cambiare
passo per elevare le direttrice di collegamento agli insediamenti produttivi allo status di veri
corridoi industriali”. Il bando di gara in dirittura di arrivo per l’affidamento dei servizi di
concessione per la gestione operativa dell’aviosuperficie di Pisticci “è finalmente un segnale
positivo”. L’Interporto di Ferrandina è “un’infrastruttura strategica per l’intera regione che deve
vedere la luce”.
La revoca, da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dei finanziamenti per le
infrastrutture primarie e secondarie previste negli insediamenti industriali di Tito e Jesce,
nell’ambito del PNRR per le aree Zes “è un provvedimento assurdamente punitivo. Chiediamo al
Governo un opportuno ristoro”. L’opera per il collegamento dell’area industriale della Valbasento
allo schema idrico del Sinni per superare la cronica carenza di acqua che lascia a secco le
multinazionali insediate “è improcratsinabile”. Nell’epoca dell’intelligenza artificiale, un’impresa
non è connessa è un’impresa danneggiata in partenza. La fibra ultraveloce deve avere una
copertura capillare e completa in tutte le aree industriali.
IL PATTO PER LE NUOVE GENERAZIONI
“Tutto ciò non potrà bastare se non saremo in grado di investire sull’infrastruttura fondamentale
delle fiducia, scommettendo sulla capacità del nostro territorio di credere nel proprio
posizionamento, di sapersi raccontare, di attrarre, di proporsi come luogo in cui vale la pena
investire, lavorare e costruire futuro”.
La grande fuga degli under 35 dalla Basilicata è salasso sociale ma anche economico per una
regione che perde popolazione, competenze e gli investimenti economici che le famiglie
sostengono per la formazione dei figli.
“Il futuro industriale della Basilicata dipende in primis dalle persone. Bisogna incidere sul gap di
infrastrutture fisiche, digitali, ma anche sociali, con interventi di sostegno alla genitorialità e
strumenti di welfare. Vanno create le condizioni per nuova occupazione di qualità favorendo
nuove iniziative imprenditoriali, investendo in formazione tecnica, negli ITS, nelle collaborazioni
con l’Università e creando percorsi di rientro per i giovani che hanno lasciato la regione”.
Il presidente D’Alema lancia la proposta di un “patto intergenerazionale che unisca imprese,
istituzioni formative e Regione” e assume un preciso impegno “a rafforzare il rapporto con
l’Università di Basilicata”.
IL PATTO PER LO SVILUPPO
Infine, a tutte le forze economiche e sociali, l’appello a riprendere un percorso di confronto
strutturato promuovendo un momento alto di sintesi e condivisione, i cosiddetti “Stati Generali”
per costruire insieme un “Patto per lo Sviluppo”.
LA SQUADRA
Come sa bene ogni imprenditore, le grandi imprese non nascono dal talento di uno, ma
dall’energia di molti.

Il nuovo Consiglio di Presidenza di Confindustria Basilicata è così composto:
Domenico Lorusso, Vicepresidente, con delega al Fisco, Finanza e Credito;
Donato Macchia, Presidente Vicario
Antonio Braia, Vicepresidente, con delega al Capitale Umano, Education, Ricerca &
Sviluppo;
Giovanni Cirillo, Vicepresidente, con delega allo Sviluppo Associativo e Relazioni con
Associazioni di Categoria;Pietro Di Leo, Vicepresidente, con delega alla Cultura di Impresa e Made in Italy;
Antonino Garramone, Vicepresidente, con delega alla Transizione Ambientale e Obiettivi
ESG;


