Martedì 19 maggio 2026 – «L’operazione condotta ieri dai Carabinieri, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Potenza, che ha portato a dodici misure cautelari per associazione a delinquere, tratta di persone e caporalato, è un segnale forte e inequivocabile che lo Stato non arretra di fronte a chi specula sulla pelle dei lavoratori più vulnerabili».
È quanto dichiara il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo. «Come Cisl siamo stati tra i promotori più convinti della Legge n. 199 del 2016 contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura.
Questa indagine dimostra quanto quella norma fosse necessaria e quanto sia importante oggi continuare a vigilare affinché venga applicata con rigore.
Non è accettabile che nel 2026 si parli di lavoratori ridotti in condizioni di schiavitù, strumentalizzando persino strumenti legittimi come i decreti flussi per alimentare reti criminali di intermediazione illecita.
Chiediamo alle istituzioni, alle associazioni datoriali e a tutta la filiera agroalimentare di intensificare i controlli, di valorizzare le imprese che rispettano le regole e di costruire percorsi seri di emersione del lavoro irregolare.
La strada maestra – prosegue Cavallo -è quella dei protocolli provinciali per valorizzazione del lavoro di qualità e la contrattazione.
Servono – prosegue Cavallo – più ispettori del lavoro, più risorse per le strutture di accoglienza e integrazione, e una cabina di regia territoriale capace di coordinare le politiche attive del lavoro con quelle di contrasto allo sfruttamento.
Esprimiamo piena solidarietà alle vittime di questo sistema criminale e ringraziamo la magistratura e le forze dell’ordine per il lavoro svolto. La lotta al caporalato – conclude Cavallo – è una battaglia di civiltà che la Cisl continuerà a combattere ogni giorno, nei luoghi di lavoro, nelle sedi istituzionali e nelle piazze».

