Giovedì 22 ottobre 2026 – Nel primo quadrimestre dell’anno solo 2.683 assunzioni su un totale di 18.258 in Basilicata riguardano contratti a tempo indeterminato.
Il numero maggiore è di contratti a tempo determinato – 10.733 – seguiti dai contratti stagionali – 1555 – ad intermittenza – 1.553 – e in somministrazione 1.266; infine 468 contratti in apprendistato.
Sono dati che il Centro Studi Uil Basilicata ha rielaborato dal report dell’Osservatorio Inps sul mercato del lavoro.
“Le criticità profonde che emergono – è il commento del segretario generale regionale della Uil Vincenzo Tortorelli – confermano la piena validità della nostra campagna “NO AI LAVORATORI FANTASMA”, poiché la precarietà non è una percezione ma una realtà statistica e amministrativa che colpisce duramente ambiti specifici.
Essa – aggiunge – ha infatti un genere prevalentemente femminile, un’età giovane e un territorio d’elezione nel Mezzogiorno, traducendosi in una condizione sistematica di povertà lavorativa e in pesanti divari retributivi e pensionistici.
Incrociando i dati forniti dall’Istat per aprile 2026, in Italia, si contano 24,3 milioni di occupati, suddivisi tra 16,5 milioni di dipendenti permanenti, 2,5 milioni a termine e 5,3 milioni di indipendenti.
Tuttavia, questi numeri vanno contestualizzati ricordando che il nostro Paese occupa ancora l’ultimo posto in Europa per tasso di occupazione, con un divario di genere di 17,2 punti percentuali e un tasso di inattività preoccupante al 33,4%.
Analizzando nel dettaglio i dati amministrativi presenti nel voluminoso Rapporto Annuale INPS, i lavoratori assicurati nel 2025 sono saliti a 27,2 milioni, con i dipendenti privati extra-agricoli che raggiungono quota 17,9 milioni. Il settore privato extra-agricolo evidenzia un marcato invecchiamento della forza lavoro, con gli over 54 che crescono del 6% a fronte di un aumento di appena lo 0,9% per gli under 30 e un calo dello 0,7% nella fascia centrale dei 30-54 anni.
“Non possiamo più accettare che la crescita dell’occupazione in Italia sia drogata dal lavoro sommerso.
Nei settori più fragili, dove maggiori che altrove sono il dumping contrattuale, lo sfruttamento di lavoratrici e lavoratori e gli infortuni sul lavoro che non entrano nei numeri ufficiali, si concentra il 90% dell’intera occupazione irregolare in Italia”.
È quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese.
“Il settore in cui vengono maggiormente calpestati diritti e tutele delle lavoratrici e dei lavoratori è quello dei servizi alla persona, ma alti tassi di irregolarità si riscontrano in agricoltura, commercio, trasporto, alloggio, ristorazione e costruzioni. Dietro l’aumento degli occupati irregolari – ha sottolineato Veronese – ci sono salari da fame, povertà, sfruttamento, caporalato, assenza di coperture previdenziali e assistenziali, altissimi rischi connessi alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che troppo spesso si traducono in morti sul lavoro ‘non denunciate’ “.
“- ha concluso Veronese – chiede un piano straordinario di visite ispettive da parte dell’Ispettorato nazionale del lavoro e delle forze dell’ordine nei settori a più alta incidenza di sommerso, l’assunzione di un congruo organico ispettivo, una forte stretta sui subappalti a cascata, e politiche e misure volte all’emersione e alla regolarizzazione, soprattutto, ma non solo, del lavoro di cura”.

