GENZANO DI LUCANIA – Hanno fatto rumore le dichiarazioni e l’appello al voto del deputato meloniano, Aldo Mattia, a conclusione dell’incontro svoltosi domenica 15 marzo a Genzano di Lucania in provincia di Potenza. Affermazioni che arrivano a pochi giorni dall’appuntamento elettorale del 22 e 23 marzo prossimi quando i cittadini saranno chiamati alle urne per il Referendum costituzionale sulla Giustizia.
Immediate le reazioni degli oppositori politici. “Le dichiarazioni dell’onorevole Mattia suscitando forte preoccupazione sul piano politico e istituzionale”, ha affermato in una nota il commissario del Pd Basilicata, Daniele Manca. “Parole che evocano apertamente pratiche clientelari nel voto su una riforma costituzionale e che richiamano un modo di concepire la politica che pensavamo appartenesse al passato peggiore del nostro Paese”. “Il clientelismo ha distrutto la mia terra, la Basilicata – ha affermato il deputato del M5s, Arnaldo Lomuti – Fratelli d’Italia lo attua apertamente perché fa parte della sua cultura. Come quella del vitalizio. Ho sempre detto NO al voto amicale e parentale. Diciamolo tutti insieme il 22 e il 23 marzo”, conclude Lomuti. Sulla questione è intervenuto anche il consigliere regionale del PD, Piero Lacorazza, riferendosi anche ad un altro passaggio del discorso di Mattia che chiama in causa la segretaria dem Elly Schlein definendola “brutta”, “antipatica” e “comunista”. “Solidarietà alla segreteria Elly Schlein – scrive Lacorazza – Ma è il gemello dell’On. Mattia in questo video? Perché se fosse lui riporto una sua dichiarazione di qualche tempo fa: “…E’ irrispettoso e inaccettabile il linguaggio usato dalla sindaca di Genzano di Lucania nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni”. Questa è la campagna per il SI e con questi argomenti si vuol cambiare la Costituzione? #VotiamoNO”. “In Basilicata questo processo ha un volto che conosciamo bene – scrivono le consigliere regionali del Movimento 5 stelle, Araneo e Verri – Il clientelismo non è un residuo folkloristico della politica, ma un sistema di governo che funziona precisamente nella misura in cui i controlli cedono, la discrezionalità amministrativa non viene verificata, chi detiene il potere locale sa di poter operare in una zona d’ombra, in cui si abbattono tutti i presidi di giustizia e legalità, come l’indipendenza della magistratura”. “Ma c’è un altro elemento che non può essere taciuto, e che nelle ultime ore è diventato documento pubblico – aggiungo Verri e Araneo – Lo stesso ambiente politico che difende questa riforma della “giustizia” ha prodotto un attacco personale alla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein fondato non su argomenti politici, ma sull’aspetto fisico e sull’appartenenza ideologica: “brutta”, perché comunista. E lo fa attraverso pubbliche e gravissime affermazioni dell’onorevole di Fratelli d’Italia Aldo Mattia”. Abbiamo contattato l’onorevole Mattia per chiedergli una eventuale replica: al momento non abbiamo ricevuto risposta.
