Partendo da una figura chiave del racconto del gusto italiano, il libro attraversa luoghi, voci e generazioni per interrogare come sia cambiato il linguaggio dell’enogastronomia fino a oggi. Tra vignaioli, giovani produttori, firme storiche e critici emergenti, Catalano costruisce un racconto corale che unisce memoria, cultura e osservazione del presente. Non un manuale né una biografia, ma un saggio narrativo accessibile, capace di parlare sia agli appassionati di vino sia ai lettori di reportage e saggistica culturale. Un libro per chi cerca nel vino non solo un prodotto, ma una chiave per leggere identità, ENOGASTRONOMIA, SAGGISTICA ITALIANA, REPORTAGE, VIAGGIO E ATTUALITÀ CULTURALE, VINO. Per lettori di vino, cibo, cultura del territorio e narrazioni d’autore. #LEGGEREILVINO SULLE ORME DI VERONELLI Viaggio nella ()iti(a enogast)ono,i(a t)a passato, p)esente e .isioni f0t0)e. di Rocco Catalano MAGGIO 2026 Formato: 17 x 24 Pagine: 240 b/n Allestimento: brossura fresata copertina plastificata Prezzo: 30 euro Collana: La comunicazione del vino Sulle Orme di Veronelli di Rocco Catalano è un viaggio narrativo nell’Italia del vino, della critica gastronomica e dei territori, sulle tracce di Luigi Veronelli. Partendo da una figura chiave del racconto del gusto italiano, il libro attraversa luoghi, voci e generazioni per interrogare come sia cambiato il linguaggio dell’enogastronomia fino a oggi. Tra vignaioli, giovani produttori, firme storiche e critici emergenti, Catalano costruisce un racconto corale che unisce memoria, cultura e osservazione del presente. Non un manuale né una biografia, ma un saggio narrativo accessibile, capace di parlare sia agli appassionati di vino sia ai lettori di reportage e saggistica culturale. Un libro per chi cerca nel vino non solo un prodotto, ma una chiave per leggere identità, territori e trasformazioni italiane. ENOGASTRONOMIA, SAGGISTICA ITALIANA, REPORTAGE, VIAGGIO E ATTUALITÀ CULTURALE, VINO. Per lettori di vino, cibo, cultura del territorio e narrazioni d’autore. Rocco Catalano è giornalista, autore e consulente in progetti di comunicazione culturale e territoriale. Scrive di enogastronomia con uno sguardo narrativo che unisce rigore giornalistico e sensibilità autoriale. Ha firmato reportage, interviste e format editoriali, collaborando con blog e testate nazionali. Il suo lavoro si concentra sul rapporto tra cibo, vino, identità e trasformazioni culturali. NOTA PRESENTAZIONE VOLUME Sulle Orme di Veronelli di Rocco Catalano Sulle Orme di Veronelli è un libro che si colloca in una zona rara e fertile della saggistica contemporanea: quella in cui la riflessione culturale, la memoria personale, il reportage e l’indagine civile si tengono insieme senza mai perdere compattezza. Non si tratta di una semplice ricognizione biografica su Luigi Veronelli, né di un omaggio retrospettivo a una figura ormai canonizzata. Il libro nasce piuttosto da un’urgenza critica: verificare quanto della lezione veronelliana resti oggi vivo, necessario, persino scomodo, nel tempo dell’omologazione comunicativa, della spettacolarizzazione del gusto e della progressiva riduzione del territorio a marchio. Rocco Catalano assume Veronelli non come icona da celebrare, ma come voce da interrogare. In questo sta uno dei meriti principali del volume. Il Maestro non viene qui restituito come monumento, ma come forza inquieta, come coscienza ancora attiva dentro le contraddizioni del presente. La domanda che attraversa il libro è tanto semplice quanto radicale: che cosa significa, oggi, raccontare il vino e il cibo senza separarli dal lavoro umano, dalla terra, dalla libertà, dal conflitto e dalla responsabilità? Da questa domanda prende forma un’opera ampia, stratificata, intensamente pensata, che si offre al lettore come un viaggio intellettuale e morale dentro l’anima profonda della cultura enogastronomica italiana. Il libro si apre infatti come un itinerario di ritorno: verso una genealogia del racconto del gusto, verso i luoghi della memoria veronelliana, verso una lingua critica che il presente sembra avere in parte smarrito. Ma il movimento del testo non è mai nostalgico. Catalano non guarda al passato per rifugiarsi in esso: vi torna per misurare il presente, per saggiare la qualità delle sue ferite, per cercare nella tradizione non una consolazione, ma un criterio. In questa prospettiva, la figura di Luigi Veronelli emerge in tutta la sua portata storica e insieme visionaria. Catalano ne ricostruisce il profilo di intellettuale del gusto, di inventore di linguaggio, di difensore della territorialità come realtà viva e non decorativa, di interprete del vino come forma di conoscenza e non come semplice oggetto di consumo. Veronelli appare come colui che ha saputo rompere la neutralità apparente della critica, mostrando che il gusto non è mai innocente, che dietro ogni bottiglia e ogni piatto si muovono rapporti di forza, mondi sociali, memorie, esclusioni, resistenze, gesti di libertà. Il cuore teorico del libro si sviluppa proprio intorno a questa intuizione: il gusto non è un fatto accessorio, ma un dispositivo culturale e politico. Nel pensiero di Veronelli, che Catalano raccoglie e rilancia con passione sorvegliata, il vino non è mai riducibile alla sua dimensione merceologica; è invece il punto d’incontro tra suolo, storia, lavoro, sapienza manuale, dignità del contadino, verità del luogo. In questo senso, la lezione veronelliana non solo anticipa i grandi temi odierni — sostenibilità, biodiversità, trasparenza, critica dell’industrializzazione — ma li fonda in una visione ben più radicale: quella di una civiltà del gusto capace di opporsi alla standardizzazione e di restituire valore alle forme incarnate del sapere. A rendere particolarmente vivo il volume è il fatto che questa riflessione non resta mai astratta. Sulle Orme di Veronelli alterna infatti il pensiero e la strada, l’archivio e l’incontro, la genealogia culturale e il ritratto. Il libro attraversa figure, luoghi, esperienze e snodi della cultura gastronomica italiana, costruendo una vera e propria mappa di trasformazioni. Da Artusi a Soldati, da Veronelli alle grandi stagioni della critica del secondo Novecento, Catalano ricostruisce la nascita e l’evoluzione di un Via Bellini, 57 73042 Casarano Le P.Iva 04934840754 C.F. FTTNDR74S14B936K REA LE 332169 Tel. +39 0833 219597 info@edizioniampelos.it edizioniampelos.it – kleospress.it NOTA PRESENTAZIONE VOLUME linguaggio che ha progressivamente spostato il vino e il cibo dal margine della cronaca di costume al centro di un discorso identitario, sociale e intellettuale. Particolarmente significativa è la sezione in cui l’autore ripercorre il passaggio dagli anni Settanta a oggi: gli anni della tensione creativa e della militanza culturale, poi la professionalizzazione della critica, la nascita delle guide, l’esplosione dell’immagine, il potere crescente del punteggio, la tecnicizzazione del giudizio, la pressione del mercato globale. In queste pagine, Catalano mostra con lucidità come la storia della critica enogastronomica italiana sia anche la storia di una progressiva ambivalenza: da un lato l’allargamento del campo, il prestigio culturale conquistato, la diffusione di nuove forme di racconto; dall’altro il rischio di perdere profondità, indipendenza e capacità di ascolto. È qui che il libro rivela uno dei suoi nuclei più attuali. L’autore guarda con attenzione alla mutazione del presente: la trasformazione della critica nell’epoca dei blog, dei social network, dell’engagement, della reputazione istantanea, dell’estetizzazione permanente. Ma la sua non è una lamentazione generazionale. Catalano comprende bene che il digitale ha modificato in modo irreversibile i modi di produrre, diffondere e condividere il sapere sul gusto. Ne riconosce gli elementi di democratizzazione, apertura e pluralità. Tuttavia, pone con fermezza una questione centrale: come conservare verità, rigore e responsabilità in un ecosistema che tende a premiare soprattutto velocità, semplificazione e visibilità? Questo interrogativo restituisce al libro la sua natura profondamente contemporanea. Sulle Orme di Veronelli è infatti anche una riflessione sul linguaggio. Sul suo impoverimento, sulle sue scorciatoie, sulle sue possibilità future. Catalano ragiona sulla necessità di una “terza via” tra tecnicismo autoreferenziale e intrattenimento superficiale: una lingua capace di unire precisione ed empatia, competenza e risonanza umana, senso critico e accessibilità. È in questa tensione che il libro cerca il proprio posto e, insieme, il posto possibile di una critica nuova. L’opera si arricchisce inoltre di una costante attenzione ai territori, intesi non come quinte identitarie, ma come luoghi di conflitto, permanenza, cancellazione e resistenza. Alcune figure di produttori e vignaioli, come quella di Salvatore Geraci e della rinascita del Faro, assumono in questo quadro un valore emblematico: non semplici casi esemplari, ma incarnazioni concrete di una fedeltà alla terra che il libro legge come gesto culturale prima ancora che produttivo. Il vino torna così a essere ciò che Veronelli aveva saputo vedere con anticipo: non una bevanda da classificare, ma una forma di civiltà. L’orizzonte del libro si allarga poi ulteriormente. Catalano intreccia enogastronomia, filosofia, antropologia, sociologia della convivialità, storia dell’arte, letteratura, cinema, spiritualità del cibo, etica della produzione, sostenibilità, tecnologia, mutazioni del consumo. Ne risulta un testo di ampia respirazione, che non si limita a raccontare il cambiamento del gusto, ma mostra come attraverso il gusto si possa leggere il cambiamento dell’Italia, delle sue comunità, dei suoi linguaggi, delle sue forme di appartenenza e delle sue lacerazioni. In questo senso, il libro possiede una qualità sempre più rara: tratta il cibo e il vino non come oggetti tematici, ma come forme di accesso alla complessità del reale. Il gusto diventa qui uno strumento ermeneutico, una chiave per comprendere il rapporto tra identità e mercato, tra locale e globale, tra memoria e innovazione, tra lavoro visibile e lavoro cancellato, tra bellezza e giustizia. La scrittura di Catalano, partecipe ma mai sguaiata, consente a questi diversi livelli di convivere in una forma che resta narrativa e leggibile, senza rinunciare alla densità concettuale. Per un eventuale prefatore, Sulle Orme di Veronelli offre numerosi punti di accesso. È un libro che parla di Veronelli, certo, ma anche di ciò che Veronelli rende ancora oggi pensabile: una critica come atto morale; una scrittura come gesto di prossimità; un’idea del gusto come luogo di libertà; una difesa della terra non ornamentale ma politica; una nozione di autenticità che non coincide con il folklore, bensì con la verità delle relazioni tra paesaggio, lavoro e parola. Via Bellini, 57 73042 Casarano Le P.Iva 04934840754 C.F. FTTNDR74S14B936K REA LE 332169 Tel. +39 0833 219597 info@edizioniampelos.it edizioniampelos.it – kleospress.it NOTA PRESENTAZIONE VOLUME Più in profondità, il libro tocca una questione che oltrepassa il solo ambito enogastronomico: la crisi del linguaggio critico contemporaneo e la possibilità di restituirgli spessore, rischio, responsabilità. È questo, forse, il suo tratto più prezioso. Catalano scrive di vino e cibo, ma in realtà scrive del nostro modo di guardare, nominare, consumare e tradire il mondo. Per queste ragioni, Sulle Orme di Veronelli può essere presentato come un’opera di riflessione culturale a pieno titolo, capace di parlare non soltanto agli specialisti del settore, ma a tutti coloro che riconoscono nel gusto una forma alta dell’esperienza umana e nella critica un possibile atto di verità. In sintesi Più che un libro su Veronelli, questo è un libro attraverso Veronelli: una ricognizione sul destino del racconto italiano del gusto, sulla persistenza della terra come categoria morale, e sulla necessità di una parola che torni a essere, insieme, colta, libera e responsabile.
Al Salone del libro di Torino l’ultimo libro di Rocco Catalano

