Potranno iniziare gli interventi urgenti sulla viabilità provinciale lucana colpita dagli eccezionali eventi meteorologici verificatisi a partire dal 28 marzo scorso grazie ai primi cinque milioni di euro destinati dalla regione in attuazione dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione civile del 4 maggio.
È quanto stabilito in una nota indirizzata ai presidenti delle due Province lucane e condivisa con l’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Pasquale Pepe dal presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, nominato dal Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano commissario delegato all’emergenza maltempo.
Le Province di Potenza e Matera potranno dunque avviare gli adempimenti tecnici e amministrativi necessari alla realizzazione dei primi interventi sulle principali arterie che hanno subito cedimenti, frane o smottamenti a causa delle alluvioni che si sono abbattute sulla Basilicata e su parte delle regioni del Mezzogiorno.
“Parliamo di interventi indispensabili – ha spiegato Bardi – per garantire la sicurezza della circolazione e il ripristino della normale viabilità. In diversi comuni la chiusura o il danneggiamento delle strade provinciali ha prodotto gravi ripercussioni sul trasporto pubblico locale e sui collegamenti intercomunali. Era quindi necessario mettere immediatamente le Province nelle condizioni di predisporre tutti gli atti utili ad accelerare l’avvio dei lavori”.
La decisione è arrivata a margine di un incontro durante il quale la Regione ha condiviso con le province gli elenchi degli interventi ritenuti prioritari. Per quella di Potenza il quadro comprende interventi su numerose arterie interessate da frane, smottamenti, allagamenti, cedimenti della carreggiata e dissesti strutturali, nei territori del Vulture-Melfese all’area del Lagonegrese, dalla Val d’Agri e del Potentino.
Idem nel Materano dove sono stati programmati interventi di pulizia, messa in sicurezza e ripristino della viabilità nei comuni dell’area jonica, della collina materana e dell’entroterra.

