Non c’è ancora nessuna notizia ufficiale ma da quanto appreso gli inquirenti stanno battendo la pista dell’omicidio per ricostruire le cause della morte di Nicola Scarascia, il 52enne scomparso da Scanzano Jonico, in provincia di Matera venerdì scorso 8 maggio il cui corpo senza vita è stato trovato a distanza di quattro giorni – sempre nel comune jonico – in località Fossovalle, alle spalle della stazione ferroviaria e nelle vicinanze di un canale che dal paese porta verso il mare.
Sul cadavere della vittima è stata eseguita l’autopsia nell’ospedale Giovanni II di Policoro dal medico legale Sara Sablone, le analisi cliniche forniranno ulteriori elementi utili; pare che il corpo sia stato trovato dilaniato dagli animali selvatici, un indizio che potrebbe avvalorare la circostanza secondo cui Scarascia sia morto lo stesso giorno della scomparsa e non in quello del ritrovamento.
L’ultima volta che l’uomo è stato visto vivo erano le 20:00 e si trovava in prossimità di una farmacia di Scanzano, poco dopo aveva prelevato del denaro ad uno sportello bancomat. La sua auto, analizzata dai Carabinieri della compagnia di Policoro e del comando provinciale di Matera che eseguono le indagini coordinate dalla pm della Procura Annunziata Cazzetta, non è mai stata spostata dal luogo dove era parcheggiata.
I cani molecolari impiegati nei momenti successivi alla denuncia della scomparsa, avevano perso le tracce di Scarascia nei pressi del portone della sua abitazione. Dunque come è arrivato il corpo nel luogo del ritrovamento, una campagna distante dal centro abitato e di facile accesso? I rilevi del Nucleo investigativo infatti sono orientati a capire se la morte sia avvenuta in quel posto o il cadavere sia stato trasportato successivamente, ipotesi che, qualora confermata, farebbe propendere per l’omicidio.

