La stazione di Metaponto dotata di pedana per disabili: vinta una battaglia di civiltà

Risolto un problema denunciato attraverso Usb Basilicata da Stefano Mele che ha raccontato la disavventura di un suo amico

3289

Quali sono le buone notizie? Le battaglie non sono di chi vive il problema, ma le battaglie in realtà appartengono a tutti. Esistono diverse battaglie. Stiamo raccontando la storia di una battaglia civile.

In un precedente articolo (LEGGI), un diritto negato, cioè quello capitato al mio amico Roberto Scasciamacchia, si parla del protagonista di una duplice vicenda. Ma veniamo ai fatti.
Alla stazione ferroviaria di Metaponto, Roberto, che si muove con una carrozzina, poiché è affetto dalla distrofia muscolare di Duchenne, una malattia rara e degenerativa, è stato vittima di una situazione spiacevole.

Dalla stazione ferroviaria di Metaponto, Roberto avrebbe dovuto raggiungere l’ospedale “Gemelli” di Roma per le proprie cure prendendo il Frecciarossa. Non essendo la stazione dotata di pedana di elevazione, Roberto si è  visto costretto a raggiungere l’ospedale “Gemelli” di Roma dalla stazione ferroviaria di Taranto dotata, fortunatamente, di pedana.
A distanza di un mese, la stazione di Metaponto è stata dotata da una pedana di elevazione, inoltre nel mese di dicembre sarà anche dotata del “Sala blu”, un servizio di trasporto per le persone con disabilità.

Quali indicazioni possiamo trarre da questa problematica vicenda? In Italia non si sono mai creati i piani per eliminare le barriere architettoniche. La legge 13 del 1989 per l’eliminazione delle barriere architettoniche nei luoghi pubblici e privati non è applicata, con la conseguenza di problematiche che determinano ancora disagi ed esclusione.
Non esiste, per questa ragione, il “portatore di handicap”, esistono invece soltanto barriere in grado di “creare” un handicap.