Numerosi esercizi commerciali a Potenza non espongono i prezzi

La denuncia dell'Adoc Basilicata: "Un comportamento illegale purtroppo ancora molto diffuso"

1330

Abbiamo verificato che numerosi esercizi commerciali potentini non osservano le disposizioni in tema di esposizione dei prezzi di vendita secondo quanto stabilito dal D. Lgs. 84/2000.

Lo sostiene in un comunicato stampa Canio D’Andrea, presidente dell’Adoc Basilicata.

Perché è tanto importante esporre il prezzo di ogni merce in vendita? Perché si tratta di un elemento fondamentale di quello che possiamo definire il “contratto di compravendita”: il commerciante propone un prezzo, al quale quel prodotto deve poter essere acquistato.

Quando il prezzo è indicato in maniera inequivocabile e con chiarezza, il negoziante è costretto ad applicarlo e il consumatore è tutelato contro eventuali comportamenti disonesti.

Inoltre l’esposizione dei prezzi rende il mercato più trasparente e favorisce una corretta concorrenza, dalla quale chi acquista può trarre vantaggi: infatti, se ha la possibilità di confrontare agevolmente i prezzi dello stesso prodotto messo in vendita nei differenti negozi, il consumatore può operare la scelta che gli conviene di più e i negozi che praticano i prezzi più convenienti sono premiati.

È un’innata ritrosia che spinge molti commercianti a mantenere un così rigido riserbo sui prezzi che, per legge, dovrebbero invece essere esposti, e in maniera chiara e inequivocabile, su ogni prodotto in vendita!

Da qualsiasi motivo sia dettato, questo comportamento illegale è purtroppo ancora molto diffuso.

Esporre, come disposto dalle norme, chiaramente i pressi di vendita consente al consumatore di confrontare agevolmente i prezzi dello stesso prodotto messo in vendita nei differenti negozi così da consentire al consumatore di operare la scelta che gli conviene di più e i negozi che praticano i prezzi più convenienti verranno premiati.

Vi è anche un aspetto psicologico, che gioca a sfavore dell’acquirente, se il prezzo viene occultato: quando si entra in un negozio, perché interessati a un oggetto del quale non si conosce il costo, ci si sente poi un po’ obbligati all’acquisto, anche se in realtà non ci sembra conveniente. Ma chi è costretto a entrare per chiedere un prezzo dovrebbe essere consapevole che il contratto di compravendita era zoppo, e quindi dovrebbe sentirsi ancora più libero del solito di non acquistare, specie se la richiesta del commerciante è troppo elevata o se la stessa merce è messa in vendita a prezzo inferiore in un altro negozio.

Oltretutto – conclude D’Andrea – siamo vicini al periodo dei saldi estivi per chi ancora ci crede, ed esporre i prezzi ci consente di verificare se effettivamente i prodotti che da inizio luglio saranno offerti in saldo sono veramente scontati.

NOI ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI NON CREDIAMO PIU’ A QUESTA FARSA!

Tutto ciò premesso la scrivente Associazione, tramite il presidente Canio D’Andrea, chiede l’intervento di tutte le autorità competenti, a cui la presente è indirizzata, di verificare la corretta applicazione del dettato del D. Lgs. 84/2000.

A supporto della prova contraria si allegano alcune immagini di merce senza l’apposizione del prezzo di vendita.