Quello del 1 dicembre si preannuncia un Consiglio regionale infuocato. Tema: l’autonomia differenziata. Le polemiche sono già scoppiate a seguito di un articolo pubblicato sul Il Fatto Quotidiano che riporterebbe la disponibilità della Regione Basilicata – unica al Sud – a sottoscrivere l’autonomia differenziata in materia energetica. Il presidente Bardi ha smentito: “Allo stato attuale – ha ribadito il governatore lucano – non è stata avanzata alcuna richiesta formale. Quando e se si arriverà a questo passaggio – conclude Bardi – sarà fatto nella massima trasparenza e nel pieno coinvolgimento della comunità regionale e delle istituzioni, a partire dal Consiglio regionale”. Ma le opposizioni hanno immediatamente alzato la guardia.
Le prime in ordine temporale sono state le Consigliere regionali del Movimenti 5 stelle Alessia Araneo Viviana Verri; le due pentastellate hanno scritto “Una richiesta del genere dovrebbe quindi essere decisa in Consiglio regionale, dopo aver ascoltato i sindaci, prima di qualsiasi trattativa con il Governo, tanto più se riguarda l’energia, che per la Basilicata è la questione più delicata di tutte. In calendario ci sono due sedute, il 17 novembre sull’energia e il 1° dicembre sull’autonomia differenziata, e ci aspettiamo che servano a decidere se e come andare avanti”.
Critico anche il capogruppo dem Piero Lacorazza secondo cui “La Repubblica è una e indivisibile e la Basilicata non può sganciarsi dalla questione meridionale. Già nel 1998 negoziava con lo Stato le compensazioni petrolifere. Oggi servono risorse, IRES e investimenti, non trattative politiche dettate da finalità elettorali”.
“Il presidente della Regione Basilicata, come riporta un articolo del Fatto Quotidiano, non ha il coraggio di dirlo ai lucani e lo fa dire a Calderoli, a Roma”, hanno invece dichiarato i deputati democratici, Enzo Amendola e Marco Sarracino.
Per il candidato alla segreteria del pd lucano Carlo Rutigliano, “Bardi consegna la Basilicata alla Lega, la riforma bandiera di Salvini e Calderoli, quella che il Mezzogiorno combatte da anni. E i lucani sono gli ultimi a saperlo”.

