Sabato 24 ottobre 2026 – «Il caro bollette, l’aumento dei generi alimentari e l’impennata dei costi dei carburanti stanno svuotando le tasche delle famiglie lucane.
A pagare il prezzo più alto sono i lavoratori con le retribuzioni più basse, i nuclei monoreddito e i pensionati, costretti a fare i conti con stipendi e assegni che non tengono il passo con il costo della vita.
Non è più accettabile che questa emergenza venga trattata come un problema individuale, scaricando sui cittadini il peso di una crisi che richiede risposte pubbliche immediate e coordinate».
È quanto dichiara Vincenzo Tortorelli, segretario generale della Uil Basilicata, che giudica insufficienti le risorse messe in campo dalla Giunta regionale per fronteggiare il caro carburanti e le ricadute sul sistema economico lucano.
«I dieci milioni di euro destinati al comparto agricolo e i sette milioni per il tessuto produttivo regionale, con particolare attenzione all’autotrasporto, – precisa – rappresentano un primo intervento, ma sono una goccia nel deserto rispetto alla dimensione del problema.
Non basta distribuire risorse senza una strategia complessiva.
La Regione deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità, coinvolgendo Comuni, enti pubblici e parti sociali, per costruire un piano capace di proteggere il reddito delle famiglie, sostenere le imprese e salvaguardare l’occupazione. Non tutto può essere delegato al Governo nazionale».
Per Tortorelli occorre agire subito anche attraverso strumenti già disponibili, senza attendere nuove emergenze o ulteriori provvedimenti legislativi.
«Il costo dei carburanti rischia di trasformare ogni giornata di lavoro in presenza in un salasso per chi già percepisce salari insufficienti.
Chiediamo alle amministrazioni pubbliche lucane di utilizzare concretamente le possibilità offerte dai contratti collettivi, dalle direttive sul lavoro agile e sulla formazione a distanza e dai Piani integrati di attività e organizzazione (PIAO). Smart working, flessibilità oraria e riorganizzazione dei turni devono diventare strumenti operativi, laddove compatibili con le mansioni, non semplici dichiarazioni di principio.
Ridurre gli spostamenti non necessari significa contenere le spese, tutelare il potere d’acquisto e migliorare la conciliazione tra vita e lavoro, senza compromettere la qualità e la continuità dei servizi pubblici».
La Uil Basilicata sollecita quindi un confronto urgente con le amministrazioni e gli enti del territorio per individuare soluzioni concrete, verificabili e applicabili in tempi rapidi. «Non chiediamo privilegi né scorciatoie.
Chiediamo che si utilizzino responsabilmente le opportunità già previste dalle norme e dai contratti, mettendo al centro le persone e le loro condizioni materiali. In una fase in cui ogni euro speso per raggiungere il posto di lavoro pesa sempre di più sui bilanci familiari, lasciare inutilizzati gli strumenti di flessibilità disponibili sarebbe un’occasione persa»
Il segretario generale della Uil Basilicata richiama inoltre la responsabilità della filiera energetica e la necessità di intervenire sulle rendite straordinarie.
«La Basilicata è una regione che contribuisce in misura significativa alla produzione nazionale di energia, da fonti fossili e rinnovabili.
È inaccettabile che questo patrimonio non si traduca in benefici tangibili per le comunità, i lavoratori e il sistema produttivo locale.
Per questo – prosegue Tortoelli – ribadiamo la necessità di intervenire sugli extraprofitti e sulle rendite straordinarie del settore energetico, attraverso strumenti equi ed efficaci, destinando le risorse al contenimento dei costi per famiglie e imprese e al sostegno degli investimenti produttivi».
Per Tortorelli, il sostegno al reddito deve accompagnarsi a una politica industriale capace di guardare oltre l’emergenza.
«La competitività non si costruisce comprimendo salari, diritti e sicurezza. Si costruisce investendo in innovazione, qualità del lavoro, formazione e capacità produttiva. Servono misure mirate per le filiere strategiche, nel rispetto della neutralità tecnologica, e condizioni chiare per l’utilizzo delle risorse pubbliche, con obiettivi occupazionali misurabili e risultati verificabili».
«Difendere il Made in Italy – conclude Tortorelli – significa difendere insieme le imprese che producono, i lavoratori che garantiscono la produzione e le famiglie che sostengono i consumi.
La Regione Basilicata – conclude Tortorelli – deve passare dagli interventi frammentati a una strategia organica, con tempi certi, responsabilità definite e un confronto stabile con il sindacato. Il caro vita non aspetta: servono decisioni immediate, risorse adeguate e risultati concreti. I lavoratori lucani non possono continuare a pagare il conto di una crisi che non hanno provocato»
Caro Vita. Per Tortorelli (Uil) le risorse della regione sono gocce nel deserto
Servono interventi strutturali non risposte simboliche

