Venerdì 24 luglio 2026 – Le organizzazioni sindacali Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL esprimono forte preoccupazione in merito agli sviluppi della gara per il servizio di ristorazione dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo, recentemente aggiudicata alla società Ladisa S.p.A.
Già in occasione della pubblicazione del bando di gara, le organizzazioni sindacali avevano evidenziato la necessità di monitorare con particolare attenzione gli effetti derivanti dall’introduzione del nuovo modello organizzativo di preparazione dei pasti, il cosiddetto sistema cook & chill, chiedendo fin da subito garanzie sul piano occupazionale e sull’organizzazione complessiva del servizio.
Oggi la principale preoccupazione riguarda le indiscrezioni, ancora prive di conferma ufficiale, relative alla possibile delocalizzazione dell’attuale centro cottura di Tito verso Matera. A destare ulteriore attenzione è anche il timore che analoghe scelte possano interessare, in prospettiva, altri centri cottura a servizio dei nosocomi provinciali.
Qualora tale scenario dovesse concretizzarsi,- affermano i segretari generali di Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL, Rocco Casaletto, Michelangelo Ferrigni e Fabio Tundo – si determinerebbero inevitabili ripercussioni sulle lavoratrici e sui lavoratori attualmente impiegati nel servizio, molti dei quali risiedono a Potenza e nei comuni limitrofi. Un trasferimento delle attività produttive comporterebbe infatti significative difficoltà logistiche, economiche e organizzative per il personale, incidendo sensibilmente sulla vita lavorativa e familiare degli addetti.
La nostra posizione non è dettata da valutazioni pregiudiziali nei confronti del nuovo sistema di preparazione dei pasti previsto dal capitolato. Ciò che preoccupa maggiormente le organizzazioni dindacali – si precisa – è invece il rischio di un progressivo allontanamento delle attività dal territorio e delle conseguenze che tale scelta potrebbe avere sull’occupazione e sul tessuto economico locale.
Riteniamo pertanto indispensabile fare piena chiarezza sul piano organizzativo che la società aggiudicataria intende adottare, affinché vengano fornite risposte certe sul futuro dei lavoratori, sulla localizzazione dei centri di produzione e sulle garanzie occupazionali per tutto il personale coinvolto.
Allo stesso tempo, non può essere trascurato il diritto degli utenti e dei degenti delle strutture sanitarie a beneficiare di un servizio efficiente, puntuale e adeguatamente organizzato.
Per questa ragione chiediamo che ogni decisione venga assunta tenendo insieme la tutela del lavoro, la salvaguardia delle attività sul territorio e la qualità complessiva del servizio erogato.
“La nostra attenzione è rivolta principalmente alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti nel servizio e al mantenimento delle attività sul territorio. Non abbiamo alcuna posizione pregiudiziale nei confronti del nuovo sistema organizzativo previsto dal capitolato – precisano i segretari generali di Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL, Rocco Casaletto, Michelangelo Ferrigni e Fabio Tundo – ma riteniamo indispensabile comprendere quali saranno le sue ricadute occupazionali e territoriali. Le indiscrezioni relative alla possibile delocalizzazione del centro cottura di Tito verso Matera, così come il timore che possano essere coinvolti anche altri centri cottura a servizio dei nosocomi provinciali, rappresentano elementi che destano seria preoccupazione.
Chiediamo pertanto la massima trasparenza e l’apertura di un confronto immediato con tutti i soggetti interessati per garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali e la continuità di un servizio essenziale per gli utenti e i degenti delle strutture sanitarie”.


