L’accusa è gravissima: appropriazione e vendita di segreti di Stato italiani all’intelligence russa. Il caso, che ha avuto risonanza internazionale, ha visto protagonisti due ex agenti dell’Aisi, l’Agenzia informazioni e sicurezza interna, che sono stati arrestati a Roma dai carabinieri del Ros su disposizone del Gip di Roma, Rosamaria De Lellis, per spionaggio e accesso abusivo a sistemi informatici in favore dei servizi russi. Si tratta del 59enne Gavino Raoul Piras, in pensione da oltre dieci anni, e del lucano, originario di Irsina, Vincenzo di Pasquale. Anche lui 59enne ed ex Aisi in pensione, Di Pasquale ha vissuto per molti anni nel Comune materano, dove ancora oggi va spesso a trovare il padre 94enne. Sposato con una romana e padre di tre figli, lo 007 lucano ha alle spalle una carriera nell’Arma sempre con ruoli operativi. Appassionato delle tecniche “Krav maga” per la difesa personale a mani nude, il lucano ha anche tenuto nella cittadina natia corsi e dimostrazioni pratiche di autodifesa. Insieme a Piras è ritenuto responsabili di “spionaggio e rivelazione di notizie di cui è stata vietata la divulgazione” e “accesso abusivo a sistema informatico o telematico”. I due avrebbero svolto attività di spionaggio in cambio di soldi per un presunto agente dei servizi di intelligence russi, coperto da immunità diplomatica in Italia, attraverso lo scambio di bigliettini girati durante degli incontri al parco, su una panchina o al bar.
Acquisivano informazioni attraverso cinque fonti, tra cui quattro militari in servizio, tutti indagati a vario titolo, per “procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato”, “spionaggio politico o militare”, “rivelazione di segreti di Stato”.
Sul caso è intervenuto il ministro della Difesa Crosetto che ha affermato: “Non può esserci alcuna tolleranza, a maggior ragione quando sono coinvolti soggetti con ruoli di responsabilità, nei confronti di chi compromette o mette a rischio la sicurezza della Repubblica. La tutela della sicurezza nazionale, delle informazioni classificate e delle istituzioni rappresenta un interesse primario dello Stato e non ammette alcuna forma di cedimento”.


