VENOSA – Nel corso della notte del 7 luglio 2026, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Venosa hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un 43enne campano per tentata estorsione in concorso.
L’intervento è scaturito da una serie di segnalazioni pervenute al NUE (Numero Unico di Emergenza) 112 riferite a tentativi di truffa posti in essere da sedicenti Carabinieri.
In particolare, un soggetto tuttora in corso di identificazione, con modalità ingannevoli ed intimidatorie, contattava telefonicamente le vittime, tutte persone vulnerabili, spacciandosi per Maresciallo dei Carabinieri, invitandole a consegnare al complice che si sarebbe recato presso le loro abitazioni, denaro contante e monili in oro, dallo stesso indicati come presunta refurtiva di una rapina. Il finto Maresciallo, inoltre, prospettava che qualora fosse stato opposto diniego alla consegna dei preziosi, avrebbe proceduto a perquisizioni domiciliari.
I Carabinieri, al giungere delle segnalazioni, hanno predisposto immediatamente un piano di ricerche che, grazie anche alla profonda conoscenza del territorio dei militari dell’Arma, ha consentito di individuare, nel centro abitato di Venosa, un’utilitaria che si aggirava con fare sospetto. Bloccato il veicolo, venivano prontamente avviate le investigazioni. Il conducente, 43enne di cui sopra, vistosi scoperto, dichiarava di trovarsi in zona per “effettuare le cose agli anziani”, mostrando spontaneamente i dati di navigazione del suo telefono cellulare da dove si evincevano le coordinate delle abitazioni delle vittime.
L’autore del reato veniva, quindi, dichiarato in arresto per tentata estorsione in concorso e, al termine delle formalità di rito, tradotto presso la Casa Circondariale di Melfi, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, tempestivamente informata.
L’arresto è stato successivamente convalidato dal GIP presso il Tribunale di Potenza, che ha applicato, a carico dell’indagato, la misura degli arresti domiciliari.
Si precisa che il procedimento penale che ne è scaturito è tuttora nella fase delle indagini preliminari e che, in ossequio al principio di presunzione di innocenza, la responsabilità dell’indagato potrà essere definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna.
L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito, in particolare alle persone anziane, a diffidare di chiunque richieda denaro, gioielli o altra utilità e da coloro i quali si qualificano come rappresentanti istituzionali, prospettando emergenze o vicende giudiziarie che coinvolgerebbero familiari e non. In caso di dubbio è fondamentale interrompere qualsiasi conversazione e contattare, senza esitazione, le forze dell’ordine attraverso il numero unico di emergenza 112 o recarsi presso la Stazione Carabinieri più vicina.


