“Siamo di fronte a una situazione paradossale ed estremamente preoccupante che riguarda il nuovo affidamento del servizio di trasporto urbano nelle città di Potenza e Matera.
A ridosso dalla conclusione dell’iter amministrativo, non vi è ancora alcuna certezza né sui tempi effettivi dell’affidamento né, soprattutto, sulla piena salvaguardia occupazionale dei lavoratori coinvolti. Dal 1 luglio, quando scadranno i termini, a rischio non saranno solo decine di posti di lavoro ma il servizio stesso, ridotto ai livelli minimi essenziali”.
È l’allarme lanciato dai segretari generali della Filt Cgil Basilicata, Fit Cisl e Uil Trasporti, rispettivamente Luigi Ditella, Sebastiano Colucci e Gerardo Ligrani, intervenuti oggi in una conferenza stampa a Potenza.
Per quanto riguarda Matera, i segretari hanno espresso preoccupazione per un bando “nato male e gestito peggio, al punto che oggi l’eventuale aggiudicazione potrebbe ricadere su un soggetto classificatosi secondo nella procedura di gara, con costi superiori per la collettività e senza che risultino chiariti, fino in fondo, i requisiti tecnici richiesti al momento della partecipazione. Abbiamo appreso in seconda Commissione consiliare che l’azienda affidataria, risultata vincitrice del bando, aveva chiesto di rinviare la stipula del contratto già al primo gennaio per poi contemporaneamente diffidare il Comune dalla firma dello stesso”.
Quanto a Potenza, “il Comune, dopo aver predisposto e approvato lo schema di convenzione indicando anche le relative coperture finanziarie a bilancio nei confronti di Miccolis, che gestisce attualmente il servizio – spiegano i sindacati – starebbe ora facendo un passo indietro rispetto alla sottoscrizione dell’accordo negli stessi termini precedentemente definiti.
Una situazione che rischia di produrre effetti a catena sull’intera vicenda. Infatti, nel caso in cui l’affidamento dovesse saltare, Miccolis tornerebbe di fatto vincitrice anche a Matera, dove nel frattempo il Comune avrebbe già firmato il contratto con la subentrante Dover, esponendosi così a possibili ricorsi, contenziosi e procedimenti amministrativi”.
Ancora “più grave” per Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti “è quanto emerso anche in sede di commissione, dove sarebbe stato evidenziato come le eventuali responsabilità amministrative ricadrebbero totalmente sui Comuni interessati. In questo quadro di incertezza amministrativa e politica, a pagare il prezzo più alto rischiano di essere ancora una volta i lavoratori e i cittadini utenti del trasporto pubblico, che meritano invece certezze, continuità del servizio e trasparenza nelle procedure”. I sindacati chiedono pertanto “immediata chiarezza, al fine di garantire la tutela occupazionale e scongiurare una gestione confusa che potrebbe avere conseguenze pesanti sia sul piano economico che su quello sociale. Nello specifico chiedono al Comune di Potenza, assente all’incontro in seconda commissione consiliare, una interlocuzione urgente per chiarire anche l’ipotesi di una gestione in house del servizio minimo essenziale, da scongiurare per garantire i livelli occupazionali e un servizio di trasporto pubblico efficace ed efficiente. Una interlocuzione che si ritiene urgente anche in vista delle festività di San Gerardo, rispetto alle quali nessuna indicazione è stata ancora fornita all’azienda e ai lavoratori”. Intanto a Matera è stato già dichiarato lo stato di agitazione mentre a Potenza, dopo una prima giornata di sciopero indetta lo scorso 8 maggio, è stato dichiarato un secondo sciopero per il 12 giugno.

