Mercoledì 20 maggio 2026 – “La riforma dei medici di famiglia e la gestione delle Case di comunità rappresentano l’ennesima occasione mancata per rafforzare davvero la sanità territoriale e garantire servizi efficienti soprattutto agli anziani e ai pensionati”.
E’ quanto afferma il segretario regionale della Uil Pensionati Basilicata, Carmine Vaccaro (foto di copertina), intervenendo sul dibattito sulla medicina di prossimità e sulle strutture finanziate con il Pnrr.
“Non posso che condividere e sostenere la battaglia dei Sindaci a tutela delle comunità e dei cittadini, a partire da fragili e anziani.
Ho partecipato – spiega – all’incontro in Regione pur se non invitato ufficialmente visto che i problemi della società civile ci interessano e ci riguardano.
Le Case di comunità – afferma Vaccaro – avrebbero dovuto rappresentare il presidio sanitario più vicino ai cittadini, in particolare nelle aree interne e nei piccoli comuni della Basilicata, dove gli anziani fanno già enormi difficoltà ad accedere alle cure.
Invece rischiano di trasformarsi in semplici contenitori vuoti, senza personale sufficiente e senza un vero modello organizzativo innovativo.
La verità è che si arriva sempre più in ritardo sulle questioni e con sempre maggiore approssimazione senza per giunta un minimo di concertazione con le parti sociali.
Ma soprattutto si arriva senza una visione complessiva e solo per adempiere ad obblighi ministeriali e non incappare in sanzioni”.
Secondo il segretario della Uil Pensionati, il problema principale resta la carenza di medici e operatori sanitari sul territorio. “Spostare i medici di famiglia nelle Case di comunità significa impoverire ulteriormente i territori, già alle prese con pensionamenti, carenze di organico e difficoltà nell’assistenza quotidiana.
I pensionati lucani hanno bisogno di più sanità di prossimità, non di servizi depotenziati”. Vaccaro sottolinea inoltre come le liste d’attesa stiano diventando “insostenibili” per migliaia di famiglie.
“Sempre più anziani rinunciano a visite ed esami perché i tempi del pubblico sono troppo lunghi e il privato è economicamente proibitivo. È una situazione che colpisce soprattutto chi vive con pensioni basse”.
Per la Uil Pensionati Basilicata bisogna rimettere al centro le questioni dentro uno schema diverso di rappresentazione prima e di programmazione poi. Riguardo al Pnrr servivano investimenti nella formazione e nuove figure professionali capaci di garantire cure integrate e continue.
Senza questa visione strategica – conclude Vaccaro – il rischio è quello di aver speso miliardi senza migliorare concretamente la vita dei cittadini e dei pensionati”.

