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Matera, truffe aggravate a soggetti vulnerabili: due misure cautelari

Redazione 9 Febbraio 2026
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Nella mattinata odierna, 9 febbraio 2026, in esecuzione di ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Matera, la sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia di Stato di questa Procura ha dato esecuzione a due misure cautelari personali degli arresti domiciliari, con modalità di controllo mediante mezzi elettronici o altri strumenti tecnici (cd. “braccialetto elettronico”).
L’attività investigativa, coordinata da questo Ufficio e svolta dalla Sezione di Polizia Giudiziaria ha riguardato un articolato quadro di ipotesi delittuose, incentrate su condotte di truffa aggravata commessa anche a distanza attraverso strumenti informatici o telematici, nonché su ulteriori condotte connesse (tra cui la sostituzione di persona), in danno di soggetti ritenuti particolarmente vulnerabili e di società operanti nel credito al consumo.
Secondo la prospettazione accusatoria accolta, allo stato, nel provvedimento cautelare, le condotte avrebbero seguito uno schema operativo ricorrente:
a) contatto con le persone offese mediante attività commerciale “porta a porta” nel settore di prodotti elettromedicali e dispositivi per la salute, anche tramite intermediari o collaboratori;
b) acquisizione, in occasione di vendite regolari o comunque presentate come tali, di copie di documenti e dati personali degli interessati, spesso individuati per condizioni di particolare fragilità (età avanzata, patologie o disabilità);
c) successiva attivazione, all’insaputa delle vittime, di contratti di credito al consumo/finanziamenti presso diversi istituti, utilizzando procedure di firma digitale remota e sistemi di autenticazione mediante codici OTP (One Time Password) veicolati su utenze telefoniche nella disponibilità degli indagati o di soggetti a questi collegati, così da eludere il controllo effettivo dell’intestatario;
d) accredito delle somme erogate sui rapporti riconducibili alle attività commerciali collegate agli indagati, con conseguente danno per le società finanziarie, le quali – confidando nella genuinità dei contratti – si vedevano poi disconoscere le posizioni debitorie, a seguito delle denunce delle persone offese e dei successivi accertamenti.
Le indagini sono state sviluppate, in particolare, attraverso l’acquisizione e l’analisi delle denunce-querele e della documentazione contrattuale e bancaria relativa ai finanziamenti, il riscontro dei flussi finanziari (con tracciatura degli accrediti), l’esame degli elementi tecnici connessi alle procedure di attivazione “a distanza” (tra cui le utenze utilizzate per gli OTP) e l’attività di raccordo tra episodi accomunati da analoghe modalità esecutive.
Il provvedimento cautelare è stato adottato dal Giudice sulla base dei presupposti e delle esigenze cautelari previsti dalla legge, ed è finalizzato, tra l’altro, a prevenire il rischio di reiterazione delle condotte e a garantire l’effettività del controllo sulla misura.
Nel rispetto della normativa vigente e del principio della presunzione di innocenza, si precisa che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che le persone sottoposte a indagini sono da ritenersi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva di condanna; ogni valutazione di responsabilità potrà essere compiuta esclusivamente all’esito del contraddittorio tra le parti davanti
all’Autorità giudiziaria.
La Procura ritiene doverosa l’informazione alla collettività in ragione dell’interesse pubblico alla prevenzione di fenomeni fraudolenti che, facendo leva su procedure telematiche e sull’utilizzo di credenziali/strumenti di autenticazione, possono colpire in modo particolare soggetti vulnerabili e incidere sul tessuto sociale ed economico. Si invita, pertanto, a prestare massima attenzione nella consegna di documenti, nella trasmissione di dati personali e nella gestione di codici OTP ricevuti via SMS o altri canali, verificando sempre l’effettiva natura degli atti che si stanno sottoscrivendo e segnalando tempestivamente eventuali anomalie alle Forze dell’Ordine.

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