L’aggressione criminale sulle coste italiane resta un tema attuale soprattutto se si considera che circa il 22% del territorio nazionale è litorale. A mantenere l’attenzione alta sul lavoro delle forze dell’ordine per contrastare i fenomeni di illegalità legati a inquinamento, abusivismo edilizio, violazioni del Codice della navigazione e pesca illegale ci pensa Legambiente con il consueto rapporto dal titolo Mare mostrum.
I dati raccolti del 2025 ci consegnano 20.490 reati accertati, un dato in calo del 20,4% rispetto al 2024 e 36.322 illeciti amministrativi per una media di circa 156 illeciti al giorno e oltre 6 ogni ora lungo le coste.
A guidare la classifica dell’illegalità è l’inquinamento – legato alla gestione irregolare di rifiuti e alla mala depurazione seguito alla pesca illegale. In questo quadro le regioni a tradizionale presenza mafiosa si confermano roccaforte dei reati con Campania, Puglia, Calabria e Sicilia che da sole concentrano il 53,6% del totale nazionale.
Purtroppo anche la Basilicata si riserva uno spiacevole primato in questa classifica se si considera la somma di reati riscontrati e violazioni amministrative erogate in rapporto alla lunghezza della costa, con 23,6 infrazioni per chilometri di costa.
Secondo il rapporto Legambiente infatti sono stati 458 i reati accertati in Basilicata, 394 le persone denunciate e 36 gli arresti. 1012 invece gli illeciti amministrativi accertati 1033 le sanzioni amministrative comminate per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro, somme derivanti dai 22.902 controlli effettuati dalle forze dell’ordine e dalle capitanerie di porto.


