Due pareri diversi come spesso capita su temi divisivi, uno espresso dalla Regione, nella figura dell’assessore alla Salute Cosimo Latronico, l’altro da sindacati e opposizioni divisi fisicamente da pochi metri ma la distanza sui contenuti è nettamente maggiore. L’oggetto della disputa è la scelta dell’esecutivo lucano di prevedere un pagamento di 2.5 euro sulle ricette farmacologiche, una decisione presa in virtù del superamento del tetto di spesa farmaceutica registrato in Basilicata e che impone all’ente di rientrare nello sforamento.
Dunque mentre nel palazzo di via Anzio Latronico spiegava i dettagli della misura, sulla strada si protestava sulla stessa.
L’assessore parlando con i giornalisti ha voluto prima sottolineare come il pagamento non interessa una platea di cittadini che restano esenti per patologie, invalidità o reddito, spiegano poi che più che una misura economica è pedagogica ed etica, un atto di responsabilità l’ha definito per contrastare l’inappropriatezza prescrittiva che in Basilicata raggiunge il 45%. Una scelta ha spiegato Latronico che è stata adottata in Basilicata come in molte altre regioni italiane.
Di parere opposto sindacati e opposizioni che hanno contestato merito e metodo della scelta chiedendo il ritiro della misura


