“La ricognizione ufficiale degli interventi programmati sulle infrastrutture idriche, aggiornata al 31 dicembre 2025, certifica che il territorio lucano ha ottenuto oltre 147 milioni di euro di finanziamenti”, sono questi i numeri che raccontano dell’attenzione del Governo su un tema di cruciale importanza per la Basilicata e per diverse aree del Mezzogiorno, ovvero l’acqua. Dopo le criticità riscontrate a causa della grave crisi registrata tra l’estate e l’inverno del 2024, con la diga della Camastra svuotata e con 140mila lucani residenti in 29 Comuni che hanno subito disagi e interruzioni dei servizi, oltre ai danni della siccità prodotti al comparto agricolo, si è dato il via ad una serie di interventi infrastrutturali sulla rete idrica e sulle dighe lucane.
Il capitolo più significativo – ha spiegato il senatore meloniano Gianni Rosa, vicepresidente della 8ª Commissione permanente ambiente, transizione ecologica – riguarda l’ammodernamento tecnologico della rete gestita da Acquedotto Lucano: quasi 50 milioni di euro per la riduzione delle perdite, la digitalizzazione a cui si affiancano ulteriori interventi per rilievi, modellazione delle reti e sostituzione delle condotte più critiche. Non mancano interventi di sicurezza sismica e manutenzione straordinaria su tutti i principali invasi lucani e investimenti al comparto agricolo, con 4,5 milioni per l’invaso sperimentale sul fiume Agri a Marsico Nuovo e 700 mila euro per la ristrutturazione dei pozzi irrigui tra Rionero, Atella, Barile e Rapolla.


