Martedì 19 maggio2926 – “L’inchiesta della Dda di Potenza che ha rivelato un sistema di sfruttamento di lavoratori extracomunitari costretti a pagare per ottenere il visto in Italia, a vivere in condizioni di schiavitù e a turni massacranti di lavoro come operai agricoli, conferma quanto la Uil denuncia da tempo: le rigidità burocratiche e la lentezza nell’iter burocratico previsto dal “decreto flussi” finiscono per favorire il sommerso e lo sfruttamento”.
Lo sostengono in una nota i segretari generale confederale Uil Santo Biondo (con delega all’immigrazione) e regionale della Basilicata Vincenzo Tortorelli.
“E’ proprio la difficoltà alla regolarizzazione che – sottolineano i segretari Uil – lascia ampi margini alla criminalità organizzata sino a determinare condizioni di vera e propria soggezione economica e psicologica dei lavoratori immigrati come accertato dalla Dda”.
In Basilicata il quadro appare ancora più complicato. Le nuove regole introdotte nel 2025, con l’eliminazione di quote e click day per le conversioni dei permessi di soggiorno da lavoro stagionale a subordinato, hanno fatto aumentare le richieste in tutta Italia, ma la regione resta ai margini. Secondo i dati del Viminale, le domande di conversione presentate in Basilicata sono state appena 359, pari all’1,5% del totale nazionale. Un dato modesto se confrontato con il forte fabbisogno di manodopera, soprattutto nel comparto agricolo.
“Quando i canali regolari non funzionano – ha spiegato Biondo – si aprono spazi per l’irregolarità, il lavoro nero, il caporalato e le forme più gravi di sfruttamento.
Bisogna superare la rigidità del sistema delle quote, ampliando i canali di ingresso fuori quota, più flessibili e aderenti ai fabbisogni reali.
È altrettanto importante rafforzare i controlli, rendere più rapida ed efficiente la macchina amministrativa e seguire l’esempio della Spagna, che ha regolarizzato circa 500mila migranti, consentendo di ampliare la base contributiva e rendere più trasparente il mercato del lavoro, riducendo dumping e concorrenza sleale.
Occorre una strategia che tenga insieme ingressi regolari, integrazione e lavoro di qualità – ha concluso Biondo – per governare un fenomeno ormai strutturale e garantire regole uguali per tutte e tutti”.
Per Tortorelli “il decreto flussi è profondamente inefficiente e disallineato rispetto ai fabbisogni reali del mercato del lavoro. E’ spesso utilizzato come canale improprio di ingresso, più che come strumento per rispondere a esigenze concrete del mercato del lavoro.
Le previsioni in relazione alle quote 2024-2025 si sono tradotte solo in minima parte in ingressi effettivi e contratti di lavoro.
Inoltre, il meccanismo del click day ha finito per premiare più la rapidità che la qualità delle opportunità lavorative.
Rinnoviamo la sollecitazione alla Regione di promuovere rapidamente, in vista delle grandi campagne di raccolta dei prodotti ortofrutticoli, un Tavolo specifico su questa questione e a superare la grave carenza di politiche che favoriscano l’integrazione degli immigrati e rispondano alle esigenze primarie di condizioni di vita e di formazione professionale”.–

