Domenica 17 maggio 2026 – Lo stand del Consiglio regionale della Basilicata, al Salone Internazionale del Libro di Torino ha continuato ad accogliere autori, editori e visitatori in un percorso culturale dedicato ai temi della società contemporanea, della memoria artistica e dell’identità dei luoghi. Tra i corridoi animati del Lingotto, in un continuo intreccio di voci, incontri e nuove idee, gli appuntamenti lucani hanno offerto al pubblico momenti di confronto capaci di unire approfondimento e divulgazione.
Il primo incontro è stato dedicato a “Non sposare uno coi calzini bianchi”, il nuovo romanzo di Emma Mariani pubblicato da Altrimedia Edizioni.
Il libro, fresco e coinvolgente, racconta il valore profondo dell’amicizia femminile e la difficoltà di restare fedeli ai sogni dell’infanzia anche nell’età adulta. Con uno stile ironico e autentico, l’autrice dà voce a un universo di fragilità che diventano forza e di legami capaci di sostenere nei momenti più difficili. Nata a Bergamo, Emma Mariani lavora nel campo della comunicazione e dell’editoria digitale, esperienza che arricchisce la sensibilità narrativa del romanzo. A dialogare con l’autrice è stata l’editrice Gabriella Lanzillotta, protagonista di un confronto intenso e ricco di spunti di riflessione.
A seguire è stato presentato “Leukanìa. Terra della luce” di Giuseppe Lotito e Antonella Pace, pubblicato da Universosud Edizioni con la compartecipazione del Consiglio regionale della Basilicata.
Pace ha raccontato il progetto come un viaggio dentro una Basilicata autentica e profonda, lontana dagli stereotipi più immediati. Il titolo Leukanìa richiama l’antico nome greco della regione e rimanda alla radice leukós, luce, splendore, simbolo di una terra la cui identità emerge attraverso memoria, paesaggio e cultura. La luce, ha spiegato l’autrice, non serve soltanto a illuminare i luoghi, ma a rivelarne contorni, ombre e dimensioni più intime. Lotito ha invece sottolineato la volontà di superare la semplice “fotografia-cartolina”, scegliendo immagini capaci di suscitare emozioni e offrire uno sguardo nuovo sulla Basilicata. Il fotografo ha raccontato un lavoro fatto di attese, ritorni negli stessi luoghi e ricerca paziente della luce giusta, per restituire contrasti, dettagli e atmosfere spesso invisibili a uno sguardo superficiale.
Un momento di riflessione sui valori della democrazia, della partecipazione e della cittadinanza attiva ha accompagnato la presentazione del volume “L’Educazione ai Diritti Umani in Europa e in Italia” di Beatrice Benocci, pubblicato da Le Penseur Edizioni.
Con l’autrice, Marianna Barrese e Giovanni Viggiano si è sviluppato un confronto sul ruolo dell’educazione nella costruzione di società più inclusive e consapevoli, a partire dal coinvolgente intervento iniziale di Michele, tredicenne figlio dell’editore, che ha letto il celebre “Discorso di Pericle agli Ateniesi”.
Il volume nasce dall’entusiasmo di studenti e docenti e si propone come una guida pratica ai diritti umani, pensata per rafforzare senso civico, partecipazione e appartenenza alla futura società europea. Attraverso riferimenti alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, alla CEDU e alle istituzioni europee, il testo affronta anche il rapporto tra giovani, Unione Europea e consapevolezza dei diritti..
Particolarmente coinvolgente anche l’incontro dedicato a “Non ha bisogno di tanta luce” di Matteo Ricca, pubblicato da Altrimedia Edizioni.
Accanto all’autore e all’editrice Gabriella Lanzillotta, l’attore Fabio Troiano – noto al grande pubblico anche per la partecipazione al film campione d’incassi Cado dalle nubi accanto a Checco Zalone – ha interpretato alcuni brani del libro con letture intense e partecipate, capaci di coinvolgere profondamente il pubblico. Il volume raccoglie racconti che indagano con sensibilità le sfumature dell’animo umano e i silenzi nascosti nella quotidianità.
Attraverso una scrittura essenziale ma fortemente evocativa, influenzata dalla formazione registica dell’autore, Ricca costruisce storie in cui il “non detto” assume un ruolo centrale. Il titolo, ripreso dall’ultimo racconto della raccolta, richiama la possibilità di trovare equilibrio e crescita anche nelle zone più fragili e oscure dell’esistenza, tra relazioni familiari complesse, amicizie silenziose e incontri destinati a lasciare un segno.
Momento di riflessione dedicato alla condizione di una generazione cresciuta tra il mondo analogico e quello digitale con la presentazione di “Generazione Cerniera” di Antonio Candela, pubblicato da ECRA – Edizioni del Credito Cooperativo.
Il libro interpreta questa generazione di confine come una risorsa capace di trasformare precarietà e cambiamento in opportunità collettive. Secondo Candela, proprio la condizione “ibrida” può diventare un ponte tra linguaggi, epoche e comunità diverse. Il confronto, moderato dal giornalista Andrea Mario Rossi, ha visto gli interventi di Federica Burdisso, Fabrizio Chirico e dell’autore Antonio Candela. Al centro del dibattito il valore dei territori e della cooperazione come strumenti per restituire ai giovani appartenenza, senso e responsabilità collettiva.

