Giovedì 7 maggio 2026 – Militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Tito hanno denunciato, all’Autorità Giudiziaria, un 53enne pugliese quale responsabile di cantiere di una Società dedita alle attività di trivellazione.
Le indagini sono scattate a seguito di diverse segnalazioni pervenute alla Centrale Operativa 112 di Potenza, dopo che le acque del fiume Basento, all’altezza dell’area PIP del Comune di Pignola, per un tratto di circa Km 5, apparivano di una colorazione grigio-biancastra e, a tratti, con la presenza di diffuse e dense coltri di schiuma sempre grigio-biancastra, facendo temere una seria minaccia all’integrità del corso d’acqua e la compromissione dell’ecosistema fluviale.
I militari, dopo aver ripercorso a piedi il predetto fiume, sono risaliti in un’area dove erano in atto operazioni di trivellazioni per la realizzazione di un pozzo per acqua potabile, lavori che hanno generato la strana colorazione “grigio-biancastra” assunta dalle acque del fiume.
Secondo quanto accertato, l’uomo avrebbe smaltito illecitamente i residui degli scavi effettuati (fanghi) per la realizzazione dell’opera suddetta, riversandoli direttamente in un canale collegato al fiume.
Le accuse a suo carico sono di gestione non autorizzata di rifiuti.
Sul posto è intervenuta anche l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPAB) che ha effettuato alcuni campionamenti.
L’esito degli esami servirà a chiarire la natura della schiuma e a capire se è stata provocata da eventuali inquinanti e/o sostanze tossiche.
Le indagini proseguono per accertare l’esatto impatto ambientale e verificare eventuali altre responsabilità.
L’operazione dei Carabinieri Forestali dimostra l’impegno dei militari nella lotta contro i reati ambientali e nella tutela del patrimonio naturale della nostra regione.
Si precisa che il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che per l’indagato vige il principio costituzionale di presunzione di innocenza fino all’emissione di una sentenza definitiva di condanna.

