Dalla Camera e dal Senato è stato pubblicato il dossier sul Monitoraggio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in Italia. Al nostro paese sono state assegnate risorse dall’Unione europea pari a 194.382.000.000,00 €, – di cui il 78,8% già erogate e il 21,2% da erogare – cifre che incidono sul Pil nazionale riferito al 2023 per il 9,12%.
Il documento ha illustrato anche il dettaglio sullo stato di avanzamento delle opere suddiviso per le singole regioni. In questo contesto generale la Basilicata sconta un ritardo nell’impiego delle risorse e nell’avanzamento dei lavori. In regione infatti secondo di dati diffusi sono attivi 9.266 progetti, per un valore complessivo di 2 miliardi e 420 milioni di euro. La quota di fondi investita in interventi già conclusi è del 14,8 per cento: quasi cinque punti sotto la media nazionale, che ha raggiunto quota 19,7. È invece dell’85% l’ammontare delle risorse destinate a interventi ancora in corso.
Nei diversi ambiti in Basilicata il progresso più elevato si ha nel settore della transizione ecologica, con progetti al 33,3%, seguito da infrastrutture al 22,1 e digitalizzazione al 18,3.
Sullo stato di avanzamento nelle due province, in quella del capoluogo di regione le opere concluse sono al 24,7%, al 16,5 invece nel Materano. Numeri che devono far riflettere sulle cause di simili ritardi se si considera che per i progetti in corso ci sono finanziamenti dal valore di 500 milioni con data di scadenza prevista per giugno 2026, circostanza che, al netto delle proroghe, non lascia molto spazio alla speranza di vederli conclusi.

