“L’ordine del giorno approvato all’unanimità su proposta del centrosinistra aspetta risposta. SAAP, ASA e Forestali — stesse mansioni, diritti diseguali — non possono essere le vittime di una contesa politica interna alla maggioranza. La Giunta venga a riferire in Consiglio”. Lo affermano i consiglieri regionali d’opposizione Alessia Araneo (M5S), Angelo Chiorazzo (BCC), Roberto Cifarelli (GM), Piero Lacorazza (PD), Piero Marrese (BP), Viviana Verri (M5S), Giovanni Vizziello (BCC).
“La Giunta regionale della Basilicata ha annunciato nei giorni scorsi, attraverso l’assessore allo Sviluppo Economico Francesco Cupparo, lo stanziamento di 15,8 milioni di euro per il progetto SAAP 2026, con la garanzia di 136 giornate lavorative per 834 lavoratori entro il 31 dicembre. Un annuncio che, nelle parole dell’assessore, suona come risposta a chi sollecita attenzione sul comparto agro-ambientale. Una risposta che, tuttavia, troviamo assolutamente parziale e che rischia di far precipitare nuovamente il dibattito sulla riforma della forestazione nelle stanca contesa tra assessori della stessa Giunta. Il Consiglio regionale, in sede di assestamento di bilancio, ha approvato all’unanimità delle opposizioni un ordine del giorno finalizzato a impegnare la Giunta regionale a presentare, entro sessanta giorni, una o più proposte legislative finalizzate alla riforma complessiva del settore forestazione, con particolare riferimento alla programmazione pluriennale e alla stabilizzazione delle giornate lavorative, nonché ad adottare le iniziative necessarie per autorizzare una spesa aggiuntiva di euro 4.000.000,00 per le annualità 2026 e 2027, destinando prioritariamente all’aumento delle giornate lavorative, al turnover e al miglioramento della sicurezza nei cantieri. Quel documento porta la firma di tutti i gruppi di opposizione ed è stato accolto dall’assemblea. Oggi, a distanza di settimane, aspetta ancora risposta. La questione non è solo numerica, anche se i numeri del comparto già dicono tutto. Lavoratrici e lavoratori afferenti alle categorie ASA, SAAP e forestazione storica svolgono le stesse mansioni, sugli stessi territori, con eguale esposizione al rischio, eppure godono di diritti diseguali, prodotto di una frammentazione amministrativa che la Regione ha creato e non ha mai voluto correggere. SAAP e ASA fanno capo al Dipartimento Attività Produttive, i Forestali al Dipartimento Agricoltura. Questa architettura non è neutrale: produce disparità retributive, previdenziali, formative, e impedisce a migliaia di lavoratori di raggiungere le 151 giornate minime necessarie per le tutele di legge. Sullo sfondo c’è però un problema ancora più grave. La crisi politica interna alla maggioranza — la tensione tra l’assessore Cicala e il Governatore Bardi, esplosa pubblicamente in occasione del bilancio regionale — ha prodotto una paralisi concreta sulle politiche agricole e forestali. I lavoratori del settore non sono stati vittime di un rallentamento tecnico: sono stati vittime di una contesa politica tra assessori della stessa giunta, che rischia di trasformare un comparto già fragile in terreno di regolamento di conti. È una responsabilità politica precisa che le opposizioni intendono nominare chiaramente. E proprio sul tema della forestazione il Presidente Bardi aveva chiesto un tavolo di lavoro con le opposizioni. Una richiesta tanto anomala quanto contraddittoria, visto il modus operandi su platee che rispondono alla gestione separata del portafoglio che dovrebbe, in caso di royalties, avere una unica regia alla Presidenza della Giunta. Dunque, ogni assessore, compreso il Presidente, rivendica uno spazio su questo tema e il risultato rischia di essere una campagna elettorale permanente, con risposte parziali che generano ulteriori disparità. Per questo chiediamo che la Giunta regionale venga a riferire in Consiglio, o nelle commissioni competenti, sui tempi di erogazione delle risorse per la forestazione, sul piano di armonizzazione tra le categorie, e sulle misure previste per scongiurare che migliaia di lavoratori chiudano il 2026 senza aver raggiunto le soglie minime di tutela previdenziale. La forestazione non è una categoria assistita: è presidio del territorio, è prevenzione del dissesto idrogeologico, è economia reale. Merita risposte concrete, non annunci selettivi”, concludono i consiglieri.


