Domenica 2 agosto 2026 – Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato la notizia del ritrovamento a Rapone di un anziano morto nella propria abitazione in piena solidutine (VEDI).
Il gruppo consiliare al Comune di Rapone “ Rapone cambia”, attraverso il suo capogruppo, Pasquale Francesco Amendola, facendo riferimento a quanto accaduto, denuncia l’inadeguatezza dei servizi sociali comunali dovuta a miopi visioni dell’Amministrazione.
“Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale – afferma in una nota – il gruppo “ Rapone cambia” ha evidenziato l’esiguità dello stanziamento in bilancio delle “spese per assistente sociale e psicologa”, che ha determinato la mancanza dell’assistente sociale per l’intero anno 2024 e una presenza di sole 8 ore in tutto il 2025 e di 2 ore a settimana quest’anno.
L’Amministrazione comunale – si chiede Amendola – come e con quale professionista pensa di promuovere la pari dignità sociale e le tutele minime ?
Come immagina di supportare realmente i cittadini che si trovano in difficoltà ?
Si rende conto che le fragilità e l’isolamento sociale stanno diventando note caratteristiche di una Comunità che si spopola e invecchia?
Verso quali spese sono state dirottate le somme derivate dall’ imposizione, da quest’anno, dell’addizionale comunale IRPEF ?
La scarsa sensibilità dell’Amministrazione verso i problemi sociali, che non sono solo quelli affrontati con progetti di inclusione socio-lavorativa di discutibile destinazione, emerge anche da altri aspetti, non correlabili con scarsità di risorse economiche.
Perché – si chiede ancora – assistere immobile allo svuotamento delle funzioni del Consultorio familiare di Rapone?
Perché ostinarsi nel rifiuto delle mozioni del gruppo “Rapone cambia”, come quella di attivare un semplice rimedio al rischio per le persone sole di trovarsi, per emergenze sanitarie, chiuse in casa ?
E’ stato proposto – ricorda Amendola – che l’Amministrazione comunale offrisse alle persone sole la possibilità di dare in custodia al servizio sociale comunale o ad altre strutture dei servizi sociali operanti sul territorio una copia della chiave di ingresso alla propria abitazione, da consegnare, al bisogno, ai soccorritori nel caso di impossibilità di “apertura della porta” dall’interno, per improvviso impedimento da malessere dell’unico dimorante.
Ma la maggioranza ha votato contro.Eppure situazioni nelle quali si è stati costretti a ricorrere ai Vigili del Fuoco o ai Carabinieri per interventi di “apertura porta” si sono già verificati nella nostra comunità e, purtroppo, qualche giorno fa, dopo il rifiuto della mozione, si è dovuto attendere l’arrivo dei Carabinieri per accedere a una abitazione il cui risiedente è stato trovato deceduto.
Le forze dell’ordine e i Vigili del Fuoco sono sempre disponibili a rispondere a richieste di soccorso e dobbiamo loro massima gratitudine.
Ma perché – conclude Amendola – impegnare queste preziose risorse per interventi evitabili con un minimo di organizzazione dei servizi sociali, che darebbe ai cittadini soli anche la sicurezza che in caso di impedimenti non resteranno chiusi in casa sino all’arrivo dei Vigili del fuoco ?”
Foto di copertina: panorama di Rapone


