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Letto “La parola che cura”. All’Irccs Crob scrivere per affrontare il tumore al seno
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Salute e Sanità

“La parola che cura”. All’Irccs Crob scrivere per affrontare il tumore al seno

L'evento è in programma lunedì due febbraio alle ore 14.30 nell’auditorium dell’Irccs. Interverrà Matilde D’Errico ideatrice di Amore criminale e Sopravvissute

Redazione 31 Gennaio 2026
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Sabato 31 gennaio 2026 – Scrivere per capire, metabolizzare e affrontare le emozioni che genera la diagnosi e la cura di una malattia come il tumore al seno.
Questi i temi che saranno affrontati lunedì due febbraio alle ore 14.30 nell’auditorium dell’Irccs Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata.

L’evento titolato “La parola che cura” è organizzato dal responsabile dell’Unità operativa semplice dipartimentale di psico oncologia, Alessandro Lettini, nell’ambito dell’ambulatorio di sessuologia integrata dell’Irccs Crob coordinato con la ginecologa Francesca Sanseverino.

L’ambulatorio di sessuologia integrata del Crob, inaugurato ufficialmente nel marzo 2024, offre a tutti i pazienti oncologici, ma anche ai loro familiari, uno spazio dedicato dove discutere ed affrontare le problematiche legate sia alla rimozione chirurgica che ai trattamenti oncologici che potrebbero indurre cambiamenti nell’immagine corporea con ripercussioni sulla qualità di vita sessuale e di coppia. 

“La parola che cura” è un evento dedicato in primo luogo ai pazienti dell’Istituto e porterà l’esperienza vissuta dalla regista, sceneggiatrice e conduttrice televisiva Matilde D’Errico ideatrice di Amore criminale e Sopravvissute.

Nel corso dell’evento sarà tramesso il docu film di Rai 3 “Io scrivo” che racconta il progetto di storytelling realizzato con dodici donne del reparto di senologia e terapie integrate del Policlinico Gemelli di Roma.
A guidarle come insegnante, Matilde D’Errico, autrice e regista del documentario, che ha affrontato e curato nel 2016 un tumore al seno. Un’esperienza diretta che sarà raccontata alle pazienti dell’ambulatorio di sessuologia integrata dell’Irccs Crob impegnate in un percorso sulla ricostruzione della propria immagine corporea.

“L’ambulatorio di sessuologia integrata dell’Irccs Crob – spiega Alessandro Lettini – è cresciuto molto e ormai lavora a pieno regime.
All’inizio le pazienti venivano indirizzate dai medici durante il percorso oncologico, oggi invece sempre più donne chiedono autonomamente di partecipare alle attività dell’ambulatorio.
Il servizio integrato prevede una prima visita congiunta di specialisti con specifiche competenze mediche e psicologiche, per pianificare un percorso personalizzato sulle necessità e le richieste di ogni paziente. L’obiettivo del percorso di counselling è quello di modificare gli aspetti disfunzionali e superare le difficoltà in atto”.

“Il nostro intento è quello di curare non solo la malattia, ma la persona nella sua interezza – commenta il direttore generale Irccs Crob Massimo De Fino che prosegue – La testimonianza di Matilde D’Errico e l’uso dello storytelling dimostrano come il recupero dell’immagine corporea e dell’equilibrio emotivo siano parti essenziali del percorso di guarigione.
Vogliamo garantire – conclude De Fino – alle pazienti strumenti innovativi che vadano oltre le terapie convenzionali, migliorando concretamente la loro qualità di vita e quella dei loro cari, nonché a migliorare il rapporto tra medico e paziente all’atto della comunicazione di patologie oncologiche”.

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