Domenica 17 maggio 2026 – “In Italia 4 milioni di cittadini vivono dopo una diagnosi di tumore, con 390 mila nuove diagnosi di tumore che si registrano ogni anno, eppure diritti fondamentali, sanciti dalla legge e faticosamente conquistati grazie al ruolo straordinario svolto dal volontariato oncologico, rischiano di rimanere sulla carta a causa di una burocrazia statale e regionale che non rende effettivi i principi stabiliti dalla legge, trasformando diritti sacrosanti in vere e proprie opere incompiute”.
E’ quanto afferma, in una nota, il Capogruppo in Consiglio regionale di Basilicata Casa Comune Giovanni Vizziello che così commenta il nuovo “Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici” presentato a Roma dalla F.A.V.O. vale a dire la Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia.
“Oggi la voce dei pazienti oncologici è sempre più presente nei processi decisionali che determinano le scelte di politica sanitaria.” -sostiene Vizziello-“ Un principio questo formalmente stabilito dall’ultima legge di bilancio varata dal Governo centrale e che si basa su una considerazione di assoluto buon senso, nessuna competenza professionale potrà mai sostituire il portato esperienziale di chi ha vissuto sulla propria pelle una malattia come il tumore, con conseguente inserimento stabile del volontariato oncologico nei tavoli chiamati a predisporre le strategie di contrasto alle patologie tumorali”.
“Un percorso di partecipazione che ha determinato il conseguimento di risultati importantissimi” -ricorda Vizziello-“ come la legge sull’oblio oncologico, che vieta discriminazioni agli ex malati di tumore che si accingono a chiedere un mutuo o ad effettuare un’adozione, quella che estende da sei mesi a due anni il periodo di assenza dal lavoro per i malati oncologici senza rischio di licenziamento oppure quella sulle reti oncologiche, che sono il modello ottimale di gestione delle patologie tumorali perchè non lasciano solo il paziente ma lo indirizzano verso il centro migliore dove effettuare l’intervento, la chemio, la radioterapia o come effettuare gli esami diagnostici senza ricorrere alle strutture private”.
“Il problema è che tutte queste conquiste – denuncia Vizziello – rischiano oggi di essere vanificate dalle amministrazioni statali e soprattutto regionali che non danno corso al dettato delle leggi” -sottolinea Vizziello-“ perché il Coordinamento nazionale delle reti oncologiche non è ancora attivo e quindi il Ministero non riesce ad intervenire sulle Regioni, come la Basilicata, che fanno registrare gravi carenti sul funzionamento delle reti oncologiche o perché la Cabina di regia prevista dal Piano Oncologico è al palo e perdura l’attuazione a macchia di leopardo da parte delle regioni delle best practice relative ai percorsi di cura”.
“Solo garantendo effettività alle leggi da parte di una burocrazia che sia in grado di mettere a terra le tante tutele sanitarie e sociali previste dalle norme giuridiche -conclude Vizziello- sarà possibile garantire a tutti i pazienti oncologici cure efficaci, innovative e soprattutto uniformi.”
Foto di copertina: Giovanni Vizziello

