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Letto "Perdonaci Petty". Lettera di don Marcello Cozzi alla donna morta nel rogo de "La Felandina"
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Attualità

"Perdonaci Petty". Lettera di don Marcello Cozzi alla donna morta nel rogo de "La Felandina"

USB - Ufficio Stampa Basilicata 8 Agosto 2019
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Perdonaci Petty.

Perdonaci per un nome che non hai mai avuto: perché, si sa, i nomi restituiscono identità, danno dignità, fanno a pugni con l’indifferenza e la fredda burocrazia di chi ti ha sempre pensato semplicemente come una pratica o peggio ancora come un numero da contare quando bisogna tenere le statistiche di questa vostra presenza che così tanto ci spaventa.

Perdonaci Petty, per una storia che non hai mai avuto: perché non sapremo mai da cosa fuggivi, se anche tu sei passata per l’inferno libico e se anche tu stringevi forte a te i tuoi due bambini mentre attraversavi le acque ormai nere del Mediterraneo.

Perdonaci Petty, per un’accoglienza che non abbiamo saputo darti, non solo privandoti dei più elementari diritti ma soprattutto negandoti orizzonti, prospettive, futuro, in un Paese che ben che vada trasforma l’accoglienza in parcheggi o business per qualcuno, e mal che vada la dichiara ormai reato.

Perdonaci Petty, perché solo la tua morte ci ha restituito quel volto sorridente che in vita per noi non hai mai avuto: perché la tua esistenza per noi era semplicemente uno straccio da sventolare sulle barricate delle nostre ideologie a seconda dei nostri posizionamenti.

E perdonaci soprattutto perché questo tuo sacrificio non sarà servito a nulla: domani useremo la tua morte a sostegno ciascuno delle proprie ragioni ritornando a urlare, e talvolta con odio e disprezzo, perché respingerli quelli come te o perché accoglierli.

E ritornerai ad essere numero, a non avere più un volto né un nome e neanche una storia da raccontare.

Riposa in pace Petty. So che Dio, in qualunque modo lo hai pregato nella tua vita e qualunque sia stato il nome che Gli hai dato, di sicuro ti abbraccerà a se. E sono certo che ad accoglierti all’ingresso di quell’eterno Giardino così bello e colorato come era la tua Africa ci sarà una umile fanciulla Palestinese che da ragazza anche lei partì per un Paese straniero per mettere in salvo il suo bambino.
A Maria, questo il suo nome, affida tutte le giovani ragazze che come te e come lei lasciano le proprie terre in cerca di vita, e affidale anche questo nostro mondo diventato così arido e indifferente.

don Marcello Cozzi
Presidente C.E.S.T.R.I.M

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