Nuove trivelle nel mar Ionio e su terra ferma autorizzate dal Governo: la denuncia di Verdi e No Triv

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha autorizzato tre nuovi permessi ( F.R43-44-45.GM ) di ricerca petrolifera su una superficie complessiva di 2200 km/q a favore della società americana Global MED LLC, con sede legale in Colorado, USA. Critiche da Verdi e associazione Mediterraneo No Triv

305

“ll ministero dello sviluppo economico di Luigi Di Maio ha dato il via libera alle trivelle per la ricerca del petrolio nel mar Ionio. In data 31 dicembre 2018 è stato pubblicato sul BUIG ( bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle geo risorse ) che autorizza tre nuovi permessi ( F.R43-44-45.GM ) di ricerca petrolifera su una superficie complessiva di 2200 km/q a favore della società americana Global MED LLC, con sede legale in Colorado, USA.”

Lo denunciano, in un comunicato stampa, Angelo Bonelli e Donato Lettieri dell’esecutivo nazionale dei Verdi che aggiungono: “La ricerca autorizza l’uso dell’air gun, le bombe d’aria e sonore, che provocano danni ai fondali e alla fauna ittica: è il regalo di Luigi Di Maio alla Puglia e alla Basilicata dopo Ilva e le autorizzazioni alla Shell rilasciate dal ministero dell’ambiente.
“Con la legge di Bilancio, Luigi Di Maio – continuano gli esponenti dei Verdi – avrebbe potuto abrogare l’art. 38 della legge Sblocca Italia, voluta da Renzi che consente di unificare l’autorizzazione di ricerca con la concessione ad estrarre idrocarburi, ma come ha fatto con Ilva ha confermato per intero quello che ha fatto il precedente governo.”

“Ricordiamo che Il 10 dicembre il ministero dell’ambiente ha rilasciato in un solo giorno 18 pareri favorevoli di ottemperanza alla ricerca di idrocarburi in modo particolare nel mare Adriatico, permessi che per il ministro Sergio Costa erano un atto dovuto.”

“Sempre il ministero dell’ambiente – dichiarano nel comunicato stampa gli ecologisti – attraverso la commissione tecnica Via ha dato ben 3 pareri favorevoli, riformulati a novembre scorso, alla ricerca petrolifera da parte della Shell in terraferma su ben 347 km/q con ricerca sismica attraverso geofoni attivati da cariche esplosive, nelle aree comprese nel Parco nazionale Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese.”

“ Il M5S – concludono Bonelli e Lettieri – ha usato l’ambiente come strumento di propaganda elettorale e riempie l’Italia di trivelle con una politica energetica fossile: chiedere scusa a chi li ha votati e dire vi abbiamo ingannati non sarà mai troppo tardi.”

 

Mediterraneo No Triv: gravi i danni all’ambiente

Dura presa di posizione per le scelte del Governo da parte dell’associazione Mediterraneo No Triv”. Nel ricordare i provvedimenti contetati del Governo e i danni irreparabili che le nuove trivellazioni causerebbero all’ambiente, i responsabili dell’associazione ecologista ritiene “anacronistico – si legge ancora in un comunicato stampa – siglare da una parte trattati internazionali per ridurre l’impatto dell’inquinamento sull’ambiente e dall’altra autorizzare le ricerche di idrocarburi piuttosto che impegnare ingenti risorse economiche ed investimenti verso fonti di energia pulita.
Ma appare anche assurdo – prosegue la nota -aver ignorato le leggi sugli impatti transfrontalieri e aver disatteso le numerose opposizioni delle associazioni ambientaliste, dei cittadini e delle regioni interessate.
Ora, però, è necessario – affermano i responsabili di Mediterraneo no Tirv –  che le istituzioni e soprattutto la Regione Basilicata, Puglia e Calabria adottino iniziative forti e incisive contro questi tre concessioni soprattutto se si considera che molte altre sono le compagnie petrolifere che attendono di sapere se anche loro potranno cercare petrolio nel Golfo di Taranto, istanze che tutte insieme coprono, sostanzialmente, quasi del tutto l’area del Golfo di Taranto. Con quali impatti per il turismo, la pesca e l’ambiente ora è facile ipotizzare”.