Nella biografia di Alessandro Lucarelli una dedica ad Angela Ferrara

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La storia dello sportivo e dell’uomo, con racconti inediti e aneddoti, la favola di un calciatore – mito che da protagonista ha riportato la squadra del Parma dalla Serie D alla Serie A in tre anni dopo il fallimento, l’umanità di un giocatore che ha seguito passo dopo passo questa risalita facendosi amare da un’intera città. Dall’esordio nelle giovanili del Piacenza fino ai dieci anni proprio nel Parma e, nel mezzo, esperienze in diversi Club italiani. 670 partite, 31 gol, per una carriera che lo ha condotto a diventare punto di riferimento a livello nazionale.

Il calciatore Alessandro Lucarelli ha raccolto tutto questo e molto altro ancora nella sua autobiografia “Alessandro Lucarelli, l’ultima bandiera” (Ultra Sport Edizioni) scritta con i giornalisti Nicolò Fabris, Mattia Fontana e Guglielmo Trupo, quest’ultimo originario di Cersosimo (PZ), e presentata venerdì scorso a Parma nell’Auditorium Paganini. Un progetto, quello di realizzare un volume biografico, nato nel 2016, dopo che il Parma, squadra ricca di storia e tradizione, è ripatito da uno dei fallimenti più grandi della storia del calcio e dello sport in Italia, e concretizzatosi due anni dopo, quando il giocatore ha deciso di ritirarsi.

Lucarelli e Trupo

Trupo, lucano che vive a Parma, ha dedicato la parte del libro da lui curata ad Angela Ferrara, giovane poetessa e scrittrice, sua compaesana ed amica, uccisa lo scorso settembre a Cersosimo dal marito, Vincenzo Valicenti, suicida dopo il delitto. Una dedica sentita, per una persona eccezionale, molto timida e sempre felice, come ce l’ha descritta il giornalista: “Era una mia amica, Cersosimo è un paese piccolo, ci conosciamo tutti e io con lei sono andato a scuola dalle elementari fino alle scuole superiori. Ho conosciuto bene Angela, per diversi anni, un po’della mia vita con lei l’ho trascorsa, quindi ho pensato bene di fare un piccolo gesto che serve a far rivivere la memoria di una ragazza splendida”.

“Lei era una scrittrice vera – ha aggiunto Guglielmo Trupo – Era impegnata nella cultura, mi è venuto spontaneo fare questa cosa. Vorrei che lei vivesse nel ricordo di tutti perché era veramente una persona eccezionale”.

Un’amicizia che si è mantenuta nel tempo, quella tra il giornalista e Angela, una stima reciproca che si manifestava ogniqualvolta c’era occasione di dialogare. Che il ricordo di Angela, unito a quello di tutte le vittime di femminicidio, serva per continuare a gridare: mai più violenza sulle donne.