Per salvare il patrimonio intellettuale di Sinisgalli interviene il Ministro Franceschini

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Una buona notizia giunge da Roma per quanto riguarda il salvataggio del patrimonio intellettuale del poeta Leonardo Sinisgalli che rischia di essere ulteriormente disperso dopo essere stato venduto all’asta.
Ce ne parla in questo articolo il collega Rocco Brancati, componente della Fondazione “Leonardo Sinisgalli” di Montemurro.

Primo, importante risultato, nell’operazione “salvataggio” del patrimonio intellettuale del poeta Leonardo Sinisgalli (1908-1981) tra i maggiori esponenti, secondo i critici letterari, dell’”Ermetismo meridionale”.

Il Ministro dei Beni e le Attività Culturali e Turistiche, Dario Franceschini, su segnalazione del capo gabinetto del Mibact Giampaolo D’Andrea, ha disposto una verifica per tutelare, scongiurandone la vendita nelle aste on-line, di una serie di “lotti” (comprendenti libri, documenti, disegni, lettere, opere grafiche e oggetti personali).

Infatti la Sovrintendenza archivistica e bibliografica del Lazio ha avviato le procedere per evitare la dispersione di questo materiale.

Si era arrivati alle aste on-line per decisione del Tribunale di Roma dopo che una ditta di trasporti e di stoccaggio si era rivolta all’autorità giudiziaria per rientrare in possesso delle somme dovutegli. L’erede testamentaria non ha pagato il fitto di 5 container dove erano stoccati gli arredi di tre appartamenti di proprietà di Sinisgalli: l’abitazione al n.6 di via del Sassoferrato a Roma e altri due alloggi al pianterreno e al secondo piano al n.44 di piazza di Cinecittà.

Foto Lucaniart
Interno della Fondazione “Leonardo Sinisgalli” (Foto Lucaniart)

Diverso materiale tuttavia è già stato venduto nel mercatino dell’usato e del baratto dove una delegazione della Fondazione “Leonardo Sinisgalli” di Montemurro (composta dal presidente Mario Di Sanzo, il direttore Biagio Russo e Rocco Brancati) ha “recuperato” circa 200 volumi della ricca libreria del poeta lucano oltre ad una serie di oggettistica e un carteggio di lettere spedite o ricevute dalla moglie di Sinisgalli, la baronessa romana Giorgia de Cousandier.

Da rilevare tuttavia che, per colpa dell’erede testamentaria, il patrimonio intellettuale di Sinisgalli è andato disperso nel corso degli anni atteso che le prime aste per la vendita del patrimonio si sono registrate nel 2005 durante le quali, grazie all’intervento finanziario della Regione Basilicata e della Provincia di Potenza (52 mila euro) furono recuperati, tra gli altri oggetti la scrivania, la macchina da scrivere, il ritratto in olio del poeta eseguito da Maria Padula che si trovano oggi nella “Casa delle Muse” della Fondazione a Montemurro.

Leonardo Sinisgalli intervistato da Mario Trufelli
Leonardo Sinisgalli intervistato da Mario Trufelli

Allo stato il problema più importante è quello dei “diritti d’autore”. La posizione intransigente dell’erede, che non ha permesso la pubblicazione del “Meridiano” dell’opera omnia sinisgalliana da parte della Mondadori e che blocca sistematicamente ogni altra pubblicazione compreso un saggio sul Sinisgalli giornalista da me curata.

Di positivo, estrememente positivo, è la risposta che la società civile e le istituzioni hanno dato all’appello lanciato dalla Fondazione Sinisgalli per il “salvataggio” del patrimonio intellettuale del poeta.
La sottoscrizione popolare ha riscosso infatti successo, l’intervento della Banca BCC di Laurenzana e Nova Siri ha consentito l’immediato intervento per il recupero del materiale ancora disponibile presso il Mercatino dell’usato e del baratto.
La disponibilità della Regione consentirà un ulteriore intervento per l’acquisto, speriamo, della casa natale a Montemurro dove dovrebbe essere realizzato un piccolo museo sinisgalliano”.