Ufficio Stampa BasilicataUfficio Stampa BasilicataUfficio Stampa Basilicata
  • HOME
  • CRONACA
  • AMBIENTE E TERRITORIO
  • ECONOMIA
  • POLITICA
  • SALUTE E SANITÀ
  • SPORT
  • CULTURA ED EVENTI
Letto TECNOVANITY
Condividi
Aa
Ufficio Stampa BasilicataUfficio Stampa Basilicata
Aa
  • HOME
  • CRONACA
  • AMBIENTE E TERRITORIO
  • ECONOMIA
  • POLITICA
  • SALUTE E SANITÀ
  • SPORT
  • CULTURA ED EVENTI
Seguici
© 2023 Ufficio Stampa Basilicata
Ufficio Stampa Basilicata > Blog > Attualità > TECNOVANITY
Attualità

TECNOVANITY

USB - Ufficio Stampa Basilicata 1 Dicembre 2015
Condividi
Condividi

Che la vanità sia un pregio/difetto dell’essere umano è ormai cosa consacrata. Ma che la vanità diventasse elemento sostanziale del governatore della Banca Centrale Europea è cosa davvero sorprendente. Naturalmente non stiamo parlando della vanità estetica, legata al corpo ed alla bellezza. Ma ci riferiamo, invece, alla vanità generata dal potere, quello vero.
Era il 1 novembre 2011 quando, Mario Draghi, si insediò al comando dell’istituto con sede a Francoforte e da allora è stato tra gli indiscussi protagonisti della vita politica, economica e monetaria dell’intera Europa (e non solo).
Il suo insediamento è solo un ulteriore passo chissà verso quale traguardo, ma i più “vecchi” lo ricorderanno già negli anni ’90 quando svolse il ruolo di vero e proprio deus ex machina delle privatizzazioni delle industrie pubbliche italiane (IRI, IMI, ENI, TELECOM, ecc.). E la cronaca lo racconta anche come grande cerimoniere dell’incontro, avvenuto sul panfilo dei reali d’Inghilterra Britannia, dove quelle privatizzazioni furono concertate, pianificate e temporalizzate. Poi una serie notevole di incarichi direttivi e consulenze prestigiose in ogni parte del mondo e la direzione della Banca d’Italia.
Un curriculum di primo piano, davvero. Eppure non basta a soddisfare la vanità del potere di chi sa di poter osare ancora di più. Di osare al punto tale da decidere ed obbligare l’agenda di governo di una nazione importante come l’Italia. E non stiamo parlando di banali supposizioni delle rete. Stiamo parlando di una lettera. Una lettera di cui si è parlato pochissimo e che ha pesantemente contribuito a generare il disastro dell’ultimo biennio.
Una lettera che un giorno sarà un documento estremamente prezioso per gli storici e che invece tutti, o quasi, hanno già dimenticato e dentro la quale sono già definite le azioni del governo italiano, a prescindere dalla sua composizione partitica.
La lettera è dell’agosto 2011 ed annunciava disastri economici se non si fosse provveduto al più presto a varare una serie di misure in grado di ridare fiato e credibilità alla nazione Italia. Queste misure, che vengono ancora invocate a gran voce in questi giorni, spesso portano un nome privo di senso e contesto: riforme.
Non si capisce bene cosa e come bisogna riformare, eppure un attento sguardo sulla lettera di Draghi, che all’epoca, bisogna ricordarlo, ancora non era Governatore della Banca Centrale Europea (in carica era Jean-Claude Trichet), ci illustra esattamente i contorni e i termini di quest’opera “riformatrice”.
Innanzitutto la lettera fa leva sui dettami liberisti per antonomasia: privatizzare su larga scala i servizi pubblici locali (come la gestione dell’acqua), sostenere la competitività delle imprese attraverso la compressione dei salari e la destrutturazione delle regole vincolanti della contrattazione collettiva, revisione del mercato del lavoro per aumentare la flessibilità e la possibilità di licenziamento con una ragguardevole revisione del sistema del welfare.
Oltre, guardando con favore alle politiche di austerity, invitava ad anticipare le misure di finanza pubblica attraverso il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013, quest’ultimo, poi, doveva diventare norma costituzionale, intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l’età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, ridurre i costi del pubblico impiego rafforzando le regole per il turnover (il ricambio, ndr) e riducendo gli stipendi.
Infine, la lettera, suggeriva di operare una revisione dell’amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l’efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese fino ad esigere un forte impegno ad abolire o a fondere alcuni strati amministrativi intermedi come le Province.
La mia sintesi non rende onore al documento (che consiglio di leggere integralmente), ma ne esprime chiaramente i tratti.
La lettera si chiude raccomandando ancora due cose, un meccanismo automatico di tagli orizzontali alla spesa pubblica nel momento in cui non vengano rispettati i parametri di deficit e che l’intero pacchetto di leggi  e provvedimenti venga preso per decreto legge, evitando così il lungo, ma democratico, iter parlamentare.
Dopo questa lettera sapete tutti quello che è accaduto, e se leggete bene sapete anche quello che accadrà.
Dopo questa lettera si è certificato come il potere fiscale, economico e monetario di uno stato sovrano come l’Italia non esiste più, poiché esso risiede altrove. Dove la Tecnocrazia, oltre che autoreferenziale, è estremamente vanitosa!

Potrebbe interessarti anche:

Festival Sanremo: scarica la scaletta completa della prima serata (24/02)

Basilicata a Sanremo tra conferme, debutti e grandi assenze

Taglio alla card cultura. Chiorazzo :“Si colpisce la scuola mentre aumentano i costi delle segreterie ministeriali”

Bilancio delle Giornate di raccolta del farmaco di Banco Farmaceutico 

L’allarme della Uil Pensionati per la seconda ondata migratoria: giovani da Sud a Nord con genitori e nonni che li seguono

USB - Ufficio Stampa Basilicata 1 Dicembre 2015 1 Dicembre 2015
Condividi su:
Facebook Twitter Whatsapp Whatsapp Email Copia il link Print
Precedente Il popolo della Val d'Agri in piazza per difendere l'ospedale
Successivo Impianto Itrec di Rotondella: l'assessore Berlinguer chiede più confronto ed informazione
- Ad -
Ad image

ULTIMI ARTICOLI

Basilicata: rinviato in Consiglio il dibattito sulla crisi del mobile imbottito
Festival Sanremo: scarica la scaletta completa della prima serata (24/02)
Basilicata: giustizia amministrativa, sugli appalti definizione in meno di tre mesi
Rionero in Vulture, il 26 e 27 febbraio il Villaggio Olimpico Scolastico
48enne del Vulture Melfese arrestato dai Carabinieri per minacce ed aggressioni all’ex convivente
Rave Party nell’ex polveriera di Padula. I Carabinieri di Viggiano intercettano decine di persone, due denunciate, sequestrati stupefacenti
Presentato a Potenza il progetto Uil “EssereInsicuri”
Nel Consiglio comunale di Potenza nasce l’intergruppo civico formato da Area Civica e Insieme per Potenza 
Firmato definitivamente il CCNL Regione ed enti locali  2022–2024: un risultato importante per le lavoratrici e lavoratori della Basilicata
Presentato al Ministero il  programma di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026
about us
Chi Siamo

Ufficio Stampa Basilicata, quotidiano di informazione online, è una Testata Giornalistica Multimediale iscritta nel Pubblico Registro della Stampa del Tribunale di Potenza n. 452 del 09/03/2015.
Contattaci: info@ufficiostampabasilicatait.trasferimentiaruba.it

Seguici anche su:

© Ufficio Stampa Basilicata
Welcome Back!

Sign in to your account

Hai perso latuapassword?