A Muro Lucano si è aperto ufficialmente il Terzo Centenario della nascita di San Gerardo Maiella con una celebrazione partecipata e carica di significato spirituale. La funzione ha preso il via presso il Battistero dedicato al Santo da cui è poi partita una breve processione verso la Concattedrale. Davanti la porta, la lettura del Decreto della Penitenzieria Apostolica per l’uso delle indulgenze. La solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Cardinale Enrico Feroci e concelebrata dall’Arcivescovo metropolita di Potenza, Davide Carbonaro è poi continuata all’interno della concattedrale.

«Con la tua presenza ci sentiamo immersi nella Chiesa, quella che san Gerardo Maiella ha servito ed amato. – ha detto l’Arcivescovo nel suo saluto iniziale – La nostra Chiesa diocesana comincia oggi un viaggio che ha il sapore della vita evangelica», ha detto Carbonaro, ricordando come proprio a Muro Lucano “trecento anni fa il piccolo Gerardo cominciò a sviluppare il germe della sua vocazione”. Monsignor Carbonaro ha quindi sottolineato l’attualità del messaggio del Santo: “Gerardo ci insegna a “disarmare la parola”, a interrompere la catena dell’odio», indicando nella sua testimonianza una via concreta di speranza e santità accessibile a tutti.
“Abbiamo bisogno di testimoni autentici che sostengano e rendano viva la nostra fede. – ha detto S. Em.za il cardinale Feroci durante l’omelia – I santi sono una realtà concreta, attraverso cui possiamo toccare con mano la grandezza di Dio: segni visibili nei quali l’evento cristiano si è pienamente manifestato”.
“San Gerardo Maiella – ha concluso – ci ricorda che ciascuno di noi è amato da Dio e che tutti possiamo vivere del suo amore. Il suo esempio continui a rafforzare la nostra fede e a guidare il nostro cammino”.

