Sabato 29 agosto 2026 – La Fiom Cgil Basilicata esprime “preoccupazione” per la situazione allo stabilimento Stellantis di Melfi, che secondo il sindacati “continua a peggiorare. Nonostante gli annunci relativi all’arrivo di nuovi modelli, tra cui DS7 e la nuova Lancia Gamma, registriamo ancora una riduzione dei volumi produttivi e dei turni di lavoro.
L’azienda ha infatti convocato i delegati di fabbrica per comunicare il nuovo assetto produttivo previsto per il mese di settembre: un solo turno di lavoro, esclusivamente al mattino, con una produzione impostata a 295 vetture per turno/giorno.È una situazione che non possiamo considerare normale né accettabile.
A pagare il prezzo di questa continua incertezza sono ancora una volta le lavoratrici e i lavoratori, che subiscono il ricorso agli ammortizzatori sociali, la riduzione del salario e la perdita delle maggiorazioni legate ai turni che vengono progressivamente soppressi.
Ma i problemi non riguardano soltanto i volumi produttivi. All’interno dello stabilimento – precisa la Fiom Cgil – continuano a peggiorare le condizioni di lavoro: ritmi troppo elevati, criticità sulla sicurezza, scarsa pulizia degli ambienti, servizi insufficienti e condizioni complessive che rendono sempre più difficile lavorare in condizioni dignitose.
A tutto questo si aggiunge l’incertezza sul calendario di lavoro, ulteriormente aggravata dalle continue interruzioni produttive dovute alla mancanza di materiali.
Sono tutte criticità che la FIOM-CGIL denuncia da anni e che oggi rischiano di diventare ancora più pesanti in un contesto di riduzione dei turni e dei volumi.
Non bastano gli annunci: servono volumi. L’arrivo di nuovi modelli rappresenta un’opportunità, ma da solo non è sufficiente a garantire il futuro di Melfi. Servono volumi produttivi adeguati e continuità di lavoro.
Per questo Stellantis deve mettere in campo una vera strategia industriale, introducendo anche modelli destinati al mercato di massa, capaci di garantire produzioni più elevate e una maggiore saturazione dello stabilimento”.
Per la Fiom Cgil” allo stesso tempo bisogna rafforzare l’intera filiera produttiva. I componenti necessari alla produzione dei veicoli realizzati a Melfi devono essere prodotti, per quanto possibile, all’interno dell’indotto dell’area industriale, evitando di disperdere lavoro e valore produttivo fuori dal territorio.
Solo così sarà possibile garantire una prospettiva industriale solida a Stellantis Melfi e alle centinaia di aziende dell’indotto, tutelando l’occupazione e il futuro di migliaia di lavoratrici e lavoratori”.
La Fiom Cgil chiede pertanto “un confronto immediato. La situazione che si sta determinando a Melfi e nell’intero indotto ci preoccupa fortemente.
Per questo riteniamo urgente e non più rinviabile un confronto complessivo sulle prospettive industriali e occupazionali dell’area, che coinvolga Stellantis, le organizzazioni sindacali e tutte le istituzioni: Comuni, Regione Basilicata e Governo nazionale.
Melfi rappresenta un presidio industriale strategico per la Basilicata e per l’intero Mezzogiorno. Non possiamo accettare – concludono i responsabili sindacali – che l’incertezza produttiva venga scaricata ancora una volta sulle lavoratrici e sui lavoratori. Servono volumi, investimenti, salario, sicurezza e occupazione. Servono risposte concrete, non soltanto annunci. Il futuro di Melfi e dell’intera area industriale va difeso adesso”.


