Sabato 29 agosto 2026 – Una vicenda singolare, che se non fosse tragicamente vera sarebbe tutta da ridere: un atto disciplinare destinato a un poliziotto penitenziario, in servizio nella Casa Circondariale di Potenza e residente in un comune del Salernitano, è stato notificato, il 25 agosto scorso, dai Carabinieri presso il Comune di residenza dell’agente.
A disporre il coinvolgimento dell’Arma è conseguenza di una precisa richiesta del direttore del carcere di Potenza, Paolo Pastena.
Il SAPPE chiede ora al Ministero della Giustizia una immediata inchiesta amministrativa per accertare responsabilità e ragioni di una scelta definita «inaccettabile e obbrobriosa».
La vicenda appare ancora più grave alla luce delle disposizioni dello stesso DAP.
La circolare del 13 aprile 2012 stabilisce infatti precise modalità per la notificazione degli atti disciplinari: consegna a mani proprie e, ove impossibile, raccomandata con ricevuta di ritorno o, in via residuale, affissione all’albo dell’ufficio, tutelando la riservatezza dell’interessato.
«A questo punto il problema ha un nome e un cognome: la scelta di mandare i Carabinieri a casa di un poliziotto penitenziario sarebbe stata del direttore del carcere di Potenza – denuncia Donato Capece, segretario generale del SAPPE –.
E allora chiediamo al Ministero: sulla base di quale disposizione è stata presa questa decisione? Chi ha autorizzato una modalità di notifica che non risulta contemplata dalle procedure indicate dal DAP?».
«Siamo davanti a una situazione paradossale
Per notificare un atto disciplinare a un appartenente alla Polizia Penitenziaria, l’Amministrazione penitenziaria decide di utilizzare un’altra Forza di polizia e di mandarla direttamente a casa del dipendente. Una scelta che, soprattutto in una piccola comunità, può inevitabilmente alimentare voci, sospetti e persino derisione, con evidenti rischi per l’onorabilità del collega».
Il SAPPE ricorda che il fatto contestato risale al 25 maggio 2026, la nomina del funzionario istruttore è del 20 giugno, l’atto di contestazione del 4 luglio, mentre la notifica attraverso i Carabinieri è avvenuta il 25 agosto:
«Chiediamo al Ministro della Giustizia una immediata ispezione amministrativa presso il PRAP di Bari e alla Casa Circondariale di Potenza – conclude Capece –.
Bisogna accertare chi abbia disposto questa procedura, perché sia stata scelta e se siano state violate le disposizioni del DAP sulla notificazione e sulla tutela della riservatezza.
Non è accettabile che un poliziotto penitenziario venga trattato come se fosse destinatario di un provvedimento giudiziario da notificare attraverso una pattuglia sotto casa.
Le regole dell’Amministrazione- conclude Capece – non possono essere interpretate a piacimento e la dignità del personale non può essere sacrificata sull’altare di una burocrazia che, in questo caso, sembra aver perso completamente il senso del limite.».


