Cordoglio del Presidente Vito Bardi per la scomparsa di Nando Scarpa, storico e indimenticato attaccante del Potenza Calcio, protagonista di stagioni memorabili che hanno segnato la storia dello sport lucano.
“Con la scomparsa di Nando Scarpa – dice Bardi che è anche coordinatore della Commissione Sport della Conferenza delle Regioni – la Basilicata perde un pezzo autentico della propria storia sportiva. Scarpa ha incarnato i valori più nobili del calcio: la passione, l’attaccamento alla maglia e il rispetto per i tifosi. Con i suoi gol e le sue gesta sul campo ha fatto sognare intere generazioni di potentini e lucani, portando in alto il nome del Potenza e della nostra regione”. “In questo momento di profondo dolore – conclude Bardi – desidero esprimere le più sentite condoglianze alla famiglia Scarpa e a tutta la comunità dei tifosi rossoblù. Piangiamo un eroe d’altri tempi e un esempio intramontabile per i nostri giovani”.
LECCE – Fernando Scarpa, il miglior cannoniere della storia del Potenza Calcio, “l’acrobata del gol”, si è spento oggi a Cavallino in provincia di Lecce, all’età di 79 anni.
“Nando” – com’era conosciuto – nasce a Lecce il 6 luglio 1947. Calciatore di talento, interno e poi ala-centravanti, approda giovanissimo all’Inter e nelle formazioni minori neroazzurre si forma prima di passare in sequenza al Galatina, alla Sambenedettese ed infine alla Casertana. Giunge a Potenza nella sessione invernale di mercato della stagione 1968/69, la prima dopo la retrocessione dei lucani dalla Serie B, ed in Basilicata si ferma per un triennio. Nell’estate del 1971 si trasferisce al Sorrento neo-promosso in B e con i rossoneri costieri esordisce nella serie cadetta il 26 settembre 1971, in un Foggia-Sorrento 3-0; al termine del torneo approda al Catania dove disputa un buon campionato. Quindi passa alla Ternana e contribuisce alla promozione degli umbri in Serie A. A questo punto si profila un altro trasferimento: il Sorrento, che detiene il cartellino del giocatore in comproprietà con il Potenza, accetta le richieste della Sambenedettese che vorrebbe potenziare il suo attacco. Scarpa, però, si impunta: è stanco di girovagare e di non avere i riconoscimenti che gli derivano dalla sua limpida classe, rinuncia alle ambizioni e decide di tornare al Potenza che sta iniziando la preparazione al campionato di Serie D 1974/75.
Il torneo risulterà vittorioso soprattutto grazie a lui che esordisce alla settima giornata e non salta più una partita fino al 31° turno quando viene squalificato per tre gare, poi ridotte a due. Realizza 15 gol in campionato ma la rete più importante, quella che vale la promozione in Serie C, la mette a segno all’ottavo minuto del secondo tempo supplementare nello spareggio di Bari del 1° giugno 1975 contro la Juve Stabia.
Al termine della stagione, però, Scarpa non viene riscattato dal Potenza e quindi fa ritorno al Sorrento (il 19 ottobre 1975 al “Viviani” condanna i lucani alla sconfitta interna con un suo amarissimo gol da ‘ex’), prima di passare al Benevento e successivamente all’Irpinia.
Ormai trentunenne, nella stagione 1978/79, ritorna per la terza volta ad indossare la divisa rossoblù in tempo – tuttavia – per realizzare ancora gol decisivi, quasi tutti ottenuti con prestazioni part-time e grazie alla sua abilità sui calci piazzati. A Potenza si ferma per cinque stagioni poi, da quel grande innamorato del pallone che è, scende nei tornei regionali dove si disimpegna con le maglie di Satriano, Moliterno e Picerno nel duplice ruolo di allenatore e giocatore continuando a collezionare bersagli. Protagonista assoluto dotato di estro e fantasia, Scarpa ha trascinato all’entusiasmo la tifoseria lucana innumerevoli volte con un gioco spumeggiante, affondi perentori, giocate acrobatiche e reti di pregevolissima fattura.
Con il Potenza in nove stagioni ha disputato 218 gare ufficiali (75 in Serie C, 105 in C2, 25 in D e 12 in Coppa Italia, oltre allo spareggio di Bari) che lo collocano al quarto posto assoluto della graduatoria dei giocatori con più presenze nella storia del club (è preceduto soltanto da Marganella, Mancinelli e Rosito).


