È l’esempio concreto di come la burocrazia si scontra con i problemi della vita reale.
A Potenza due strutture che accolgono circa 15 persone con disabilità fisiche e psichiche gravi e gravissime chiuderanno – nella migliore delle ipotesi – per l’intero mese di luglio; la notizia alle famiglie è arrivata con pochissimo anticipo. In un caso il motivo è da addebitare all’errato deposito telematico di un documento su una piattaforma ministeriale: l’effetto è che i parenti sono in difficoltà perché alcuni pazienti necessitano di un’assistenza continua, circostanza in molti casi incompatibile con gli impegni di lavoro dei loro cari.
Si è discusso delle cause e delle possibili soluzioni durante un incontro che il sindaco di Potenza Vincenzo Telesca ha avuto con le famiglie delle persone disabili che usufruiscono del servizio.
Una delle due strutture si chiama Casa Antonia, qui è scaduto l’appalto per la gestione del servizio e si è in attesa che si stipuli il nuovo affidamento con il soggetto gestore. Più complessa invece la vicenda per Casa 100 passi, inaugurata da soli tre mesi. In questo caso il progetto era stato finanziato con i fondi del Pnrr ma, per il deposito di un documento che pare non sia stato allegato nella sezione esatta, il ministero ha bloccato i fondi. Inutile la richiesta di rettifica avanzata dal Comune per la correzione dell’errore materiale a tutela dei bisogni reali dei cittadini.
In attesa che l’ente prosegua le interlocuzioni con Roma, la soluzione trovata dal Comune sarebbe quella di riallocare su questo servizio le risorse del progetto “Dopo di noi”, circostanza che, al netto dei tempi tecnici, escluderebbe i pazienti non residenti nel capoluogo.


