Melfi ha vissuto una tragedia inaspettata nel primo pomeriggio di ieri, lunedì 22 giugno 2026. Marianna Lapadula, una giovane di 22 anni (classe 2003) originaria di Rionero in Vulture, ha perso la vita poco dopo aver dato alla luce il suo secondogenito. Dopo la sorellina Valentina di appena 11 mesi, è arrivato al mondo Felice, nome preso proprio dal padre di Marianna. Il parto, avvenuto tramite taglio cesareo, sembrava essersi svolto senza complicazioni.
Le autorità locali, tra cui gli agenti del commissariato di polizia di Melfi, sono intervenute immediatamente. Hanno acquisito la cartella clinica della giovane madre e hanno informato la procura di Potenza sull’accaduto. I familiari, assistiti dall’avvocato Pasquale Murano, hanno vissuto momenti di profonda disperazione davanti all’ospedale.
Domani, il pubblico ministero Esposito conferisce l’incarico per l’autopsia, prevista per giovedì, al fine di chiarire le cause del decesso.
Oltre all’inchiesta penale già avviata, il governatore della Basilicata, Vito Bardi, e l’assessore alla Salute, Cosimo Latronico, hanno annunciato un’indagine interna per esaminare la dinamica dell’evento e valutare eventuali responsabilità nell’assistenza sanitaria ricevuta.
La Garante regionale della salute, Tiziana Silletti, ha espresso il suo cordoglio, sottolineando l’inaccettabilità di tragedie simili nel 2026. Ha invitato a riflettere seriamente sulla questione, evidenziando il diritto alla salute e la necessità di un’analisi attenta e priva di fretta nel giudicare le circostanze.
Questa vicenda solleva interrogativi sulla complessità delle condizioni cliniche e sull’importanza di garantire una medicina che operi con competenza e dedizione. La verità è un diritto fondamentale della famiglia di Marianna, e le indagini promettono di fare chiarezza su un evento così drammatico.


