BERNALDA (METAPONTO) – E’ sabato 20 giugno, Teresa (Pinto) e Rino (Lorusso), da Altamura, decidono di passare il sabato sulle spiagge di Metaponto. Decidono di affittare l’ombrellone allo stesso Lido di Imma Tataranni. Al loro seguito i figli, fra i quali il sedicenne Daniele. Un marcantonio alto più di 1 metro e ottantacinque che, anche se ha l’età di un adolescente ribelle, segue la sua famiglia. Tutto trascorre gioiosamente per Daniele, fra fratelli ed amici, quando d’un tratto, nel pomeriggio, sono le 15:30, vede indicare alle sue spalle dai bagnanti, un bambino in acqua alta in difficoltà. Gli urlano di andare a prenderlo. Daniele si gira e sente il bambino gridare: “aiuto mamma”. Un bambino sui 7 anni è avvinghiato a qualcosa che a fatica lo tiene a galla. Daniele si lancia a nuoto. E’ quasi all’altezza delle boe rosse. Raggiunge il bambino, mette i piedi sul fondo, si accorge che tocca solo con la punta dei piedi. Prende in braccio il bambino che si tranquillizza. A quel punto Daniele capisce ciò a cui era avvinghiato il bambino: era il corpo della mamma, riverso con il viso verso il fondo, totalmente sommerso dall’ acqua. Sorreggendo il bambino su un braccio, usa l’altro per capovolgere in posizione supina la mamma, riportando il viso fuori dall acqua. Il colorito è bluastro, respiro molto difficoltoso. Inizia così ad urlare per richiamare i soccorsi. Arriva così in pochi minuti il bagnino con imbarcazione di soccorso e con altri 4 uomini che riportano la donna sulla battigia per le operazioni di primo soccorso. Daniele porta in braccio il bambino fino in spiaggia, lasciandolo alle cure delle braccia amorevoli delle tante donne che lo attendevano, per asciugarlo, riscaldarlo e rincuorarlo dopo lo scampato pericolo. Il bambino tremante, intanto chiede disperato della mamma. Fortunatamente il pronto intervento bagnino, i medici accorsi, sono riusciti a mettere in sicurezza anche la mamma fino all’arrivo di ambulanza e elisoccorso. Poi il volo verso l’ospedale.
Solo allora una mamma sulla spiaggia corre a ringraziare e complimentarsi con Daniele. Il ragazzo si schermisce “Non ho fatto nulla di eroico, lo avrebbe fatto chiunque!” è stata la sua risposta. Questa è stata la storia di un eroico salvataggio fatto da Daniele che mi è stata raccontata in modo accorato dal padre: il mio collega Rino.
Caro Daniele un gesto normale… un corno! E’ stato invece un gesto di straordinario eroismo ed altruismo come solo un adolescente pieno di ideali e buoni sentimenti sa fare. Ce ne sono tanti fra i nostri giovani animati con gli stessi ideali, slanci ed ardori dei loro coetanei anche di epoche diverse, considerate più eroiche, che crediamo, erroneamente, forgiati da un etica più esigente consapevole di essere parte di un destino comune. Non è affatto vero che nell’era dei social e delle piazze virtuali si stanno creando solo giovani guappi di cartone o leoni da tastiera.
Il racconto fattomi da Rino mi ha scosso perché la mia mente è andato ad un caso simile che accadde 52 anni fa. Sto parlando di Giannando Mastonardi, sedicenne come Daniele, marcantonio ed atletico come Daniele. Nell’agosto del 1974 a Locarno, in Svizzera sulla sponda settentrionale del Lago, non esitò a tuffarsi in acqua, con lo stesso incosciente ardimento di Daniele, per salvare un amico che era in difficoltà. Le acque del Lago quella volta furono maledettamente infide ed il nostro Giannando, al contrario, non ce la fece a salvare l’amico ed a salvare se stesso.
Caro Daniele il tuo gesto è stato straordinario. Non ti rendi conto ma hai rischiato la tua vita allo stesso modo del nostro Giannando. La cosa bella è che questa tua storia puoi raccontarla e indicare ad altri giovani una strada diversa dell’ “ io me ne frego” che oggi pare vada tanto di moda. Il tuo gesto invece ci riporta all’ ”I care” di don Milani: io mi preoccupo, io ho a cuore! Per questo credo che almeno due comunità: quella materana ed altamurana debbano oggi renderti onore! Ne sarebbe felice anche il nostro Giannando.
Metaponto, 16enne di Altamura salva mamma e figlio in mare
Daniele Lorusso, sedicenne di Altamura, non ha esitato a tuffarsi per portare in salvo un bambino che chiedeva aiuto e la sua mamma che stava annegando. La storia ce la racconta Francesco Vespe.


