POTENZA – L’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza conferma il proprio impegno nel garantire percorsi di cura personalizzati e di elevata qualità per tutti i pazienti, anche nei casi caratterizzati da particolare complessità clinica e da un’età avanzata.
Nei giorni scorsi una donna di 82 anni, affetta da carcinoma mammario e da comorbilità di natura cardiologica, ematologica e respiratoria, è stata sottoposta con successo a un intervento di quadrantectomia mammaria con sampling ascellare (asportazione di un numero limitato di linfonodi dal cavo ascellare). L’operazione è stata eseguita dalla dottoressa Pina Di Santo, direttrice della unità operativa complessa di Chirurgia Senologica dell’ospedale San Carlo di Potenza, e dalla sua équipe, in collaborazione con il dottor Giuseppe Nella, anestesista del reparto di Anestesia e Rianimazione, diretto dal dottor Libero Mileti. La procedura è stata eseguita in anestesia loco-regionale con sedazione, consentendo alla paziente di affrontare l’intervento in sicurezza e di essere dimessa il giorno successivo senza alcuna complicanza.
“La nostra Azienda – dichiara il Direttore Generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera – è impegnata quotidianamente a garantire a tutti i cittadini l’accesso alle migliori cure possibili, attraverso un percorso di innovazione clinica e organizzativa. L’obiettivo è garantire a ogni paziente risposte efficaci, sicure e personalizzate. Il risultato del recente intervento conferma il valore del lavoro multidisciplinare al servizio della salute della comunità”.
L’età avanzata non rappresenta di per sé un motivo per escludere il trattamento chirurgico, che costituisce la prima scelta terapeutica per la rimozione del tumore e la prevenzione della progressione locale della malattia. Fondamentale è la definizione di un percorso clinico personalizzato che prevede una valutazione geriatrica completa, il supporto anestesiologico con blocchi nervosi ecoguidati e, quando indicato, l’integrazione con terapie mediche mirate come l’ormonoterapia, consentendo di limitare il ricorso a trattamenti più aggressivi.
“L’intervento per il carcinoma mammario nelle donne anziane – spiega la dottoressa Di Santo – può essere eseguito con successo in anestesia locale o loco-regionale associata a sedazione, consentendo di trattare tumori anche in pazienti molto fragili o ultraottantenni. Questa tecnica mini-invasiva permette di evitare i rischi dell’anestesia generale, riducendo le complicanze post-operatorie e favorendo una rapida ripresa, con dimissioni che spesso avvengono già in giornata o dopo un ricovero molto breve”.
L’approccio anestesiologico loco-regionale presenta diversi vantaggi: la minimizzazione dei rischi cardio-respiratori associati all’anestesia generale, la possibilità di eseguire interventi di chirurgia conservativa e procedure di gestione del linfonodo sentinella con la paziente vigile o lievemente sedata, oltre a un recupero più rapido e a una significativa riduzione dei tempi di ospedalizzazione.
“Gli interventi di chirurgia senologica in donne molto anziane o affette da plurime comorbilità vengono eseguiti in totale sicurezza privilegiando i blocchi anestesiologici loco-regionali rispetto all’anestesia generale”, sottolinea il dottor Nella, aggiungendo che “le pazienti sono vigili e collaboranti già al termine della procedura e l’incidenza di nausea, vomito e dolore post-operatorio risulta estremamente ridotta”.


