Venerdì 14 agosto 2026 – Il vicepresidente della Regione Basilicata, Pasquale Pepe, ha fatto visita, oggi,14 agosto, al Centro di permanenza per i rimpatri di Palazzo San Gervasio, dove ha incontrato le Forze dell’Ordine e le Forze Armate impegnate nella struttura.
“È una visita che compio periodicamente ormai da diversi anni e che ho ritenuto particolarmente importante in questo momento.
Siamo in un periodo dell’anno delicato, in cui donne e uomini in divisa continuano a svolgere il proprio servizio, anche in contesti complessi e difficili come quello di un CPR. Ho voluto incontrarli e stringere loro la mano per esprimere direttamente la gratitudine e la vicinanza delle istituzioni”.
Pepe ha espresso vicinanza alla famiglia del trentenne tunisino che nei giorni scorsi ha compiuto un gesto estremo, secondo quanto comunicato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Potenza, che sta svolgendo gli accertamenti sull’accaduto.
“Di fronte alla perdita di una vita umana – sottolinea Pepe – il primo sentimento non può che essere di rispetto e cordoglio. Alla famiglia del giovane rivolgo la mia vicinanza. È giusto, nello stesso tempo, lasciare che la magistratura svolga fino in fondo il proprio lavoro per ricostruire la dinamica dei fatti”.
Per il vicepresidente della Regione, il sistema dei Centri di permanenza per i rimpatri svolge una funzione che non può essere valutata esclusivamente sulla base di contrapposizioni di parte.
“Al di là di chi possa avversarlo per ragioni ideologiche, quello dei CPR è un sistema che ha una sua funzione, ma che deve migliorare soprattutto sul fronte dei rimpatri. Occorre renderli più veloci e più numerosi e dare effettività alle procedure previste dalla legge, contribuendo alla sicurezza del Paese e, allo stesso tempo, tutelando la dignità e i diritti di chi attende il rimpatrio”.
“Sono venuto qui – ha aggiunto Pepe – per dire grazie alle Forze dell’Ordine e alle Forze Armate che ogni giorno lavorano in una realtà particolarmente impegnativa. A queste donne e a questi uomini le istituzioni devono far arrivare in maniera diretta e inequivocabile la propria vicinanza. Nel rapporto con chi indossa una divisa e serve lo Stato non possono esserci ambiguità”.
“Essere qui oggi, incontrarli e stringere le loro mani – conclude Pepe – assume per me un significato ancora maggiore. Per molti sono giorni di festa e di riposo, per loro no. Continuano a garantire sicurezza e legalità con professionalità e senso del dovere”.


