Giovedì 4 giugno 2026 – “Le parole fanno più male delle botte”, ha scritto mia figlia prima di gettarsi dal balcone in una notte senza stelle, dopo aver visto un video sul web mentre alcuni coetanei giocavano con il suo corpo privo di conoscenza. Sotto quelle immagini migliaia di offese e derisioni da parte di persone che neppure conosceva, per la sola “colpa” di non essere abituata a bere alcolici. Quei commenti, le fecero più male del tradimento dei suoi amici. Più male dei postumi della sua prima sbornia, più male di una prima storia d’amore che finiva, “più male delle botte” che la vita le poteva riservare.
Ho perso una ragazza fantastica, ricolma di amore per la vita: studentessa modello, sportiva e generosa.
Se hanno colpito lei, così forte e vincente, tutti sono a rischio…
Questo ho pensato quando mi sono impegnato per l’approvazione della prima legge europea in materia di cyberbullismo, ispirata dalla tragedia di Carolina e a lei dedicata da tutte le forze politiche.
Ma non bastava! Avevamo posato solo la prima pietra di un percorso lungo e straordinario. Avevamo aperto la strada verso un orizzonte nuovo, quello della sicurezza digitale. Una sfida epocale, che mi ha spinto a costituire una fondazione che riunisse tutti le persone che mi stavano aiutando: professionisti riconosciuti, che oggi mi onoro di chiamare amici, accomunati da un limpido spirito di servizio. Una grande squadra, dalle molteplici competenze, capace di rapportarsi con le istituzioni e con l’esperienza necessaria per dialogare senza timidezze con i colossi del web.
Il mio grazie va a loro, straordinari compagni di viaggio. Da solo non ce l’avrei mai fatta, perché sono soltanto un padre che ha raccolto il sordo grido di dolore di una figlia meravigliosa, affidandolo a una Fondazione che porta il suo nome.
Dopo le prime interviste e i miei pubblici appelli per aprire gli occhi e riconoscere i gravi pericoli che il cyberbullismo rappresenta nella vita dei nostri ragazzi, ricordo le prime esperienze nelle scuole per testimoniare la storia di Carolina. In pochi sanno che sono stati proprio quei ragazzi e quelle ragazze a darmi l’energia, a farmi reagire, a mettere in moto tutto questo. Io ero a pezzi, ma nei loro abbracci ho trovato il calore di mia figlia, ritrovando la forza della speranza.
Da allora abbiamo incontrato, anche online, oltre 120 mila studenti, formando migliaia di insegnanti e genitori. Poi la pandemia ha bloccato tutto! La DAD ha confinato i nostri figli, amplificando il loro disagio sul web. Su internet i casi di violenza sono più che triplicati, a fronte di crescenti fenomeni quali: Dipendenza dal web
Challenge estreme
Sexting
Con il primo lockdown 2020 è cresciuto anche il cyberbullismo, verso i propri compagni, ma soprattutto verso gli insegnanti, più esposti durante le lezioni online.
Oggi tutti hanno “scoperto” il cyberbullismo. Conferenze, libri, pubblicità progresso si rincorrono ogni giorno con l’ansia di definire un’intera generazione. Il disagio dei teenager non può diventare argomento da salotto, ma è un segnale che dobbiamo intercettare. Ecco il motivo della nostra azione a 360 gradi, con interventi a tutela delle vittime, ma anche per il recupero dei bulli. Perché un solo un ragazzo pentito rappresenta una chiave per aprire qualsiasi cuore. Una porta che agli adulti resterà sempre preclusa, fintanto che non diventeremo i primi follower dei nostri ragazzi.“
Così scrive Paolo Picchio, padre di Carolina, presidente onorario della “Fondazione Carolina” (foto di copertina) che interverrà a due incontri a Latronico in programma l’8 e il 9 giugno prossimi.

‘Un abbraccio vale più di 1000 like’. È questo il messaggio che accompagnerà la due giorni in programma
l’8 e il 9 giugno a Latronico, promossa dal Comune di Latronico in collaborazione con la Fondazione Carolina, il Consiglio regionale della Basilicata e il Corecom Basilicata.
Due giornate dedicate ai ragazzi, alle famiglie, alla scuola e all’intera comunità educante per riflettere sul fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, partendo dalla storia di Carolina Picchio e dal valore della prevenzione, dell’ascolto e della responsabilità condivisa.
L’iniziativa nasce da un forte impegno dell’assessore alle Politiche sociali del Comune di Latronico, Maria Filomena Desina, che ha voluto costruire un percorso capace di coinvolgere istituzioni, mondo scolastico e associazionismo in un momento di confronto autentico e di crescita collettiva.
Un lavoro organizzativo importante che punta a trasformare la sensibilizzazione in azione concreta, mettendo al centro il benessere dei più giovani e il ruolo fondamentale degli adulti nella costruzione di relazioni sane e consapevoli.
Il primo appuntamento si terrà l’8 giugno alle ore 18.00 nel Cinema Nuova Italia di Latronico con l’incontro di formazione e sensibilizzazione ‘Le parole fanno più male delle botte – La storia di Carolina’, rivolto ai ragazzi e all’intera comunità educante.
Dopo l’apertura affidata a Paola Ponzo, referente scolastica per bullismo e cyberbullismo, sono previsti i saluti istituzionali del sindaco di Latronico Fausto Alberto De Maria, dell’assessore alle Politiche sociali Maria Filomena Desina, della presidente del Corecom Basilicata Assunta Mitidieri e della vicepresidente dell’Istituto Comprensivo ‘Don Bosco’ di Latronico Rosanna Viola.
Interverranno inoltre Filomena Iannotta, vice presidnte dell’associazione ‘Il Cielo nella Stanza’, i dirigenti scolastici Serena Trotta di Lauria e Vito Carlomagno di Lagonegro, e il consigliere regionale Mario Polese, primo firmatario della norma che ha rafforzato gli strumenti di prevenzione e contrasto in Basilicata. Una legge approvata all’unanimità dal Consiglio regionale che ha introdotto importanti innovazioni, attribuendo al Corecom Basilicata un ruolo centrale nelle attività di coordinamento, prevenzione, media education e sensibilizzazione sul territorio.
Particolarmente significativa sarà la testimonianza di Paolo Picchio, presidente onorario della Fondazione Carolina e padre di Carolina Picchio, affiancato dal formatore Diego Buratta.
L’incontro sarà moderato dalla giornalista Cristina Longo.

Il 9 giugno alle ore 10.00 nell’Aula Magna delle Scuole Medie di Latronico, l’iniziativa proseguirà con una mattinata interamente dedicata alle alunne e agli alunni delle scuole.
Dopo i saluti istituzionali della presidente del Consiglio comunale di Latronico Maria Cerminara, sarà presentata la nuova legge regionale sul bullismo e sul cyberbullismo.
La legge, sostenuta trasversalmente dalle forze politiche regionali, rappresenta un passo avanti concreto nella tutela dei minori e nel sostegno alle famiglie, afforzando il coinvolgimento delle scuole, degli enti locali e delle associazioni impegnate nella promozione di una cittadinanza digitale responsabile.
A seguire, Paolo Picchio, padre di Carolina e presidente onorario della Fondazione Carolina, insieme al
formatore Diego Buratta, incontreranno gli studenti in un momento di dialogo e confronto diretto sui temi del rispetto, della responsabilità digitale e del valore delle relazioni umane, portando una testimonianza autentica sul peso delle parole, sulla responsabilità individuale e sulla necessità di costruire comunità
capaci di accogliere, ascoltare e proteggere.
La mattinata sarà moderata da Eva Immediato e Maria Filomena Desina. Latronico si prepara così a vivere due giornate dal forte valore educativo e civile, nelle quali istituzioni, scuola e famiglie si ritroveranno unite da un messaggio chiaro:
“Nell’epoca dei social network e della comunicazione istantanea, nessun like potrà mai sostituire la forza di un gesto umano, di una presenza concreta e di un abbraccio”. Perché la prevenzione del bullismo e del
cyberbullismo passa prima di tutto dalla capacità di costruire relazioni autentiche e una comunità che non lasci indietro nessuno.


