Lunedì 27 luglio 2026 – Molto grave l’episodio che, con una nota congiunta, denunciano Fiom e Uilm.
La riportiano integralmente lasciando ai nostri lettori trarre le conclusioni.
“Ci sono vicende che non possono essere archiviate con un’alzata di spalle” scrivono i responsabili sindacali..
“Il 9 luglio alle ore 17:55 UILM e FIOM hanno trasmesso via PEC all’Ispettorato Nazionale del Lavoro una richiesta di visita ispettiva per verificare alcune segnalazioni riguardanti la salute e la sicurezza dei lavoratori in un’azienda beneficiaria, tra l’altro, di finanziamenti pubblici della reindustrializzazione della Regione Basilicata.
La mattina successiva la stessa richiesta è stata protocollata a mano, con regolare timbro di ricezione.
Il 20 luglio, durante un’assemblea sindacale convocata per illustrare ai lavoratori il rinnovo del CCNL Unionmeccanica Confapi, accade un fatto gravissimo.
Prima ancora che la visita ispettiva fosse effettuata, il titolare dell’azienda ci affronta e ci
chiede perché avessimo richiesto l’intervento dell’Ispettorato sulla sicurezza, assumendo
nei confronti dei rappresentanti di UILM e FIOM un atteggiamento intimidatorio e minaccioso.
La visita ispettiva arriverà solo nei giorni successivi.
La domanda è tanto semplice quanto inquietante: come faceva il datore di lavoro a conoscere il contenuto di una richiesta ispettiva ancora riservata?
Se una segnalazione destinata agli organi di vigilanza diventa di dominio dell’azienda prima dell’ispezione, siamo davanti a un fatto di una gravità enorme.
Non stiamo puntando il dito contro nessuno senza prove. Chiediamo però – ribadiscono i responsabili di Fion e Uilm – che qualcuno spieghi ai lavoratori, ai cittadini e alle organizzazioni sindacali come sia potuto accadere.
Questa mattina, 27 luglio (n.d.r.) abbiamo chiesto formalmente un incontro con il Direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro per denunciare l’accaduto e pretendere un’indagine interna.
Vogliamo sapere se vi siano state violazioni delle procedure di riservatezza e,
soprattutto, chi abbia eventualmente consentito che una richiesta ispettiva diventasse
nota all’azienda prima ancora dell’intervento degli ispettori.
Non ci fermeremo finché non avremo risposte.
Perché se chi segnala situazioni di rischio non è tutelato, – conclude la nota sindacale – il messaggio che passa è devastante: chi denuncia viene esposto, mentre chi dovrebbe essere controllato viene
avvisato.
Così si uccide la fiducia nelle istituzioni.Così si scoraggiano le denunce.
Così si indebolisce la prevenzione.
E quando la prevenzione viene meno, aumentano gli infortuni e aumentano le morti sul
lavoro.
La sicurezza non si difende con le conferenze stampa, la sicurezza si difende garantendo controlli seri, imparziali, tempestivi e soprattutto riservati.
Chiunque abbia tradito questo principio, se verrà accertato, non può continuare a svolgere un ruolo in un sistema che ha il compito di proteggere la vita dei lavoratori.
Non faremo nessun passo indietro e non ci volteremo mai dall’altra parte, mai! Pretendiamo la verità.
Perché sulla sicurezza non esistono compromessi.
E perché il silenzio, in questi casi,- conclude la nota – rende tutti più deboli”


