Il 20 marzo è stata la data di inizio della primavera, stagione nella quale aumentano le temperature, le giornate si allungano e la luce solare stimola la fioritura. Su alcune montagne lucane l’arrivo della bella stagione ha invece portato la neve con la riapertura degli impianti sciistici alla Sellata.
Risultati di un clima sempre più schizofrenico con repentine inversioni atmosferiche e cali di temperature. Effetti del cambiamento climatico che mette a dura prova soprattutto il settore agricolo.
Il paradosso di questo stato si è registrato pochi giorni fa in Basilicata ma per capirlo dobbiamo fare un salto indietro all’autunno del 2024 quando una crisi idrica interessò 140 mila residenti in 29 Comuni lucani serviti dalla diga della Camastra praticamente vuota con interruzioni alternate del servizio che durarono diversi mesi.
Le abbondanti piogge degli ultimi mesi hanno invece riempito tutti gli invasi lucani con quello di San Giuliano, diga condivisa da Puglia e Basilicata per l’irrigazione in agricoltura, che ha raggiunto la quota di 56 milioni di metri cubi di acqua, sei in più rispetto allo scorso anno e due in più rispetto al limite consentito per la capienza massima.
Si tratta di un termine indicato dalla Direzione Generale per le dighe per motivi di sicurezza e che ha portato all’apertura delle paratie ed al parziale svuotamento dell’invaso con una fuoriuscita di 250 metri cubi di acqua al secondo al secondo.
Circostanza che ha alimentato le polemiche soprattutto degli agricoltori che ogni estate devono fare i conti con la carenza della risorsa. Le richieste arrivate dalle associazioni di categoria sono quelle di creare vasche di accumulo per non sprecare una risorsa tanto preziosa.
Intanto il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha avviato l’iter per richiedere l’innalzamento del livello dell’invaso istanza alla quale seguirà la convocazione di un tavolo politico dell’accordo di programma anche con il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.
