Non è una scelta volontaria né tantomeno un contenimento delle cure, bensì sono le conseguenze dell’applicazione della legge. È questo in estrema sintesi il motivo che ha portato all’interruzione degli interventi per carcinoma mammario nel reparto di Chirurgia Senologica all’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera dopo una delibera della Giunta regionale lucana del novembre scorso.
Il tema è stato reso di dominio pubblico dopo la denuncia arrivata da un gruppo di donne operate di tumore al seno all’ospedale materano e che hanno protestato contro una decisione che a loro parere sfavorisce le future pazienti obbligare ad andare al San Carlo di Potenza o al Croob di Rionero per sottoporsi alla delicata operazione.
Troppo basso, hanno sottolineato dall’Asm, il numero degli interventi per garantire l’apertura della Breast Unit nel nosocomio materano. Si tratta di una struttura sanitaria specializzata esclusivamente nella diagnosi, cura e riabilitazione del tumore al seno, dove le pazienti sono prese in carico da un team multidisciplinare. Su indicazione del ministero servono almeno 150 interventi l’anno per poter garantire il servizio ma i numeri al Madonna delle Grazie sono inferiori.
Nel 2020 sono stati 66 gli interventi, nel 2021, 81, nel 2022, 64, nel 2023 67, 28 nel 2025 e 43 lo scorso anno. Ma – ha spiegato ai nostri microfoni il direttore generale dell’Asm Maurizio Friolo – non si cada nell’equivoco di mancanza di cure.
